In mostra l’impero cinese
Alle Scuderie del Quirinale esposti oltre 300 capolavori per raccontare 10 secoli di storia della Cina di Francesca Romana Cicero
Alle Scuderie del Quirinale un allestimento raffinato, ideato dal regista Luca Ronconi e dalla scenografa Margherita Palli, consente al visitatore di ripercorrere a ritroso nel tempo la nascita e l’evoluzione dell’impero cinese, alla dinastia Zhou (1045-221) al Primo Impero (221 a.C.-23 d.C.).
Con un gioco di specchi finemente decorati, che rimandano le immagini moltiplicandole, e con l’ausilio del tulle nero, che avvolge singoli pezzi o un’intera vetrina, oltre 300 reperti raccontano 10 secoli di storia. La mostra – curata da Lionello Lanciotti e Maurizio Scarpari – si snoda su due piani. Il percorso avviene in una penombra che si confà a reperti provenienti dai corredi funerari di tombe monumentali di imperatori e nobili, e che accentua la perizia di chi li ha plasmati.
Ignoti artisti del passato hanno eseguito queste opere con l’intento di accompagnare il defunto nella sua vita ultraterrena. La salma era infatti affiancata da oggetti e figure – soldati, inservienti, funzionari – che inscenavano le attività svolte in vita.
Di grande impatto visivo sono gli eserciti di piccola e media dimensione, disposti secondo un ritmo fondato su sottili equilibri, in cui la molteplicità delle figure conferisce senso e valore autonomo al singolo pezzo. Ma l’attrazione principale è costituita da alcuni esemplari dell’esercito di terracotta a grandezza naturale, appartenente al primo imperatore Qin Shi Huangdi. Esercito rinvenuto in più fosse nel mausoleo inviolato nella provincia di Shaanxi, l’antica capitale.
In mostra il maggior numero di statue mai prestato all’estero e proveniente da 14 musei cinesi: di squisita fattura un arciere, un balestriere inginocchiato, una quadriga di cavalli al tiro di un immaginario carro di guerra guidato da un auriga, scortato da due soldati armati, funzionari in abiti civili, rematori e stallieri – tutti a grandezza naturale – e una veste di forma umana, perfettamente conservata e realizzata con 4mila tessere di giada, pietra preziosa che assicurava al defunto l’immortalità.
Interessanti anche le lacche e i bronzi intarsiati provenienti dal corredo funerario del marchese di Yi di Zeng, che comprendono un cervo disteso dalle lunghe corna, un feretro in cui giaceva una delle sue concubine, e un porta-ghiaccio con contenitore per bevande alcoliche.
Alle Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio, fino al 28 gennaio 2007. Orario: dalla domenica al giovedì, dalle 10 alle 20; venerdì e sabato fino alle 23. Biglietto d’ingresso: intero 10 euro, ridotto 7.50 euro; per le scuole: 4 euro. Informazioni: telefonare allo 06 39967500 o consultare il sito internet delle Scuderie.
4 ottobre 2006