In teatro arriva «Ildegarda, la Sibilla renana»

In scena fino al 20 aprile al teatro Due. Cristina Borgogni mette in scena la figura della santa e naturalista tedesca, dichiarata, nel 2012 da Papa Benedetto XVI, dottore della Chiesa di R. S.

Profetessa, musicista, nutrizionista ante litteram. E ancora, scrittrice e scienziata, ma soprattutto monaca, anzi, badessa benedettina, Ildegarda di Bingen è, dal 2012, dottore della Chiesa. È stato Benedetto XVI a dichiararla tale. Ultima di dieci fratelli, nacque a Bermersheim vor der Höhe, vicino ad Alzey, nell’Assia-Renana, nell’estate del 1098, un anno prima che i crociati conquistassero Gerusalemme. A lei è dedicato lo spettacolo teatrale in scena dal primo al 20 aprile al teatro Due di vicolo dei Due macelli. L’obiettivo: raccontare chi è Ildegarda e cosa può insegnare agli uomini e le donne del XXI secolo.

Tra le quinte e sul palco ci sarà Cristina Borgogni, scrittrice, attrice e regista della piece nel corso della quale verranno eseguite anche le musiche della santa reniana, grazie al lavoro del musicista Dario Arcidiacono. «Ildegarda – spiega Cristina Borgogni, che sulle scene è accompagnata dall’ attore Paolo Lorimer – è entrata nel mio cuore e nella mia mente, anni fa. Ho iniziato una meravigliosa avventura per conoscerla, attraverso le biografie e i tanti libri da lei scritti e sono rimasta affascinata dal suo modo di essere donna, dalla sua forza, dal suo anticonformismo e la sua fragilità, così meravigliosamente fuse insieme. Il nostro spettacolo ricerca la sua carezza, che ci può arrivare, forse, come una piuma portata dal vento attraverso le sue parole, che arrivano dritte al cuore e si esce cambiati».

«Ho cercato di raccontare la storia avventurosa della vita di ildegarda – aggiunge la regista -, i suoi sentimenti, le sue fragilità di donna, il suo rapporto incredibile con i papi, con il Barbarossa che la stimava e temeva, le sue doti di manager, diremmo oggi, sempre tutto pervaso da un grande equilibrio e un grande amore per le persone». Cristina Borgogni ricorda che «Quando abbiamo debuttato, anche il pubblico era emozionato e commosso, perché sentiva l’energia di Ildegarda, e io mi sentivo lo strumento delle sue parole e pensieri meravigliosi. Lei ha ancora tanto da dire a tutti noi, e io sono felice di contribuire a farla conoscere».

10 aprile 2014

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