Italia Solidale, in India al fianco dei “dalit”
In un convegno l’impegno dell’associazione, che promuove adozioni a distanza e “prestiti solidali” di G. R.
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Adozioni a distanza e “prestiti solidali”. Questi gli strumenti utilizzati da Italia Solidale onlus (www.italiasolidale.org) per aiutare le famiglie dei Paesi poveri, in oltre 90 missioni sparse per il mondo. In Africa, Sud America e, soprattutto, in India. Un metodo di lavoro che consente di «salvare la vita di tantissimi bambini, fuori da ogni assistenzialismo», sottolinea il fondatore e presidente padre Angelo Benolli, e di portare le comunità locali alla «sussistenza spirituale ed economica». Si potrà conoscere meglio l’impegno dell’associazione martedì 5 giugno, grazie al convegno “Una cultura come vita necessaria oggi per ogni bambino, ogni famiglia e ogni comunità nel mondo”, alle 18 presso la chiesa di Santa Maria del Pianto (via Santa Maria de’ Calderari 31, vicino Largo Argentina).
Interverrà padre John Bosco Pasala, da anni al fianco dei dalit, gli “intoccabili”, gli ultimi della società indiana: una realtà di circa 160 milioni di persone. Missionario clarettiano, indiano, Pasala ha rinunciato alla carriera di cantante per dedicarsi agli altri. In particolare nella zona dell’Andhra Pradesh, duramente colpita dallo tsunami del 2004. «Gli intoccabili non sono neanche considerati come persone – scrive il missionario in una recente lettera – sono oggetto di arresti arbitrari, stupri, divieto di accesso ai luoghi di culto, ai servizi sanitari e all’educazione, omicidi ed espropriazioni indebite. L’impegno di noi missionari per quanto grande, o le denunce e le leggi non sono sufficienti perché questa gente possa recuperare la dignità di esseri umani. È necessario un profondo rinnovamento culturale, che parta dal riconoscimento e rispetto delle energie proprie di ogni essere umano essenzialmente inconsce e dei condizionamenti culturali che le colpiscono (compresa la divisione in caste), cogliendo e rispettando la naturale connessione tra le anime di queste persone e Dio».
«Padre John Bosco – raccontano dalla onlus – collabora da diversi anni con Italia Solidale nella promozione di una “cultura come vita”, e coordina con l’associazione un movimento di “persone per le persone” che oggi in India coinvolge 12 realtà missionarie negli stati dell’Andhra Pradesh, Kerala e Karnataka, arrivando a sostenere 150 mila persone». Un movimento sostenuto, oltre che dai volontari, da tanti donatori italiani che hanno adottato a distanza 3.050 bambini indiani. In tal modo, spiegano ancora da Italia Solidale, i dalit «sono aiutati a recuperare la propria identità e dignità, i bambini ricevono l’amore e le cure di cui necessitano, le famiglie formano piccoli gruppi che si sostengono a vicenda e s’impegnano per raggiungere la sussistenza attraverso i “prestiti solidali”».
31 maggio 2007