Kan Yasuda, un giapponese ai mercati Traianei

Forme geometriche e strutture monolitiche, per “Toccare il tempo” in un percorso oltre la storia di Francesca Romana Cicero

All’interno di quel mirabile complesso architettonico di edifici che si ergono con fierezza verso il cielo – solennemente adagiati sulle pendici del Quirinale – nello storico spazio dei Mercati Traianei, uno scultore giapponese contemporaneo ha avuto l’ardire di “toccare il tempo”. Kan Yasuda ha esposto, tra il Grande Emiciclo, la Via Biberatica e la Grande Aula al livello del Foro di Traiano e il giardino delle Milizie, 33 sculture (di cui 11 realizzate appositamente per il sito archeologico che le ospita) a metà tra innovazioni ingegneristiche e forme primordiali. Le sculture costituiscono nel silenzioso fluire della storia del sito pause marmoree, bronzee e granitiche dalle forme monolitiche, lineari o morbidamente geometriche, che si dibattono tra pieno e vuoto, tra concavo e convesso.

Roma, al pari di Milano, Firenze, e la stessa città di Assisi dove Yasuda (in Italia dal 1970) ha già fatto interagire le sue sculture con i loro spazi urbani ed architettonici, non è nuova alle aperture al contemporaneo. E mentre si discute se tali operazioni culturali siano lecite o comunque possibili, le sue sculture, dalle enormi dimensioni, si «sublimano» nello spazio espositivo prescelto, la cui energia intrinseca «si sveglia dal lungo sonno» (Yasuda). Tra resti di colonne romane e capitelli le opere si ergono e curvano in una dimensione spazio-temporale primordiale, che rimanda ad un «animismo cosmico», che pare esigere dall’osservatore – come gran parte delle opere orientali – contemplazione e silenzio.

Alcune forme plastiche sembrano transitorie, passaggi, ma non è chiaro se esista un interno o un esterno, come “Porta del ritorno” e “Chiave del sogno”, poste simbolicamente nel punto più alto della Via Biberatica, e proiettate verso il cielo e la città. Mentre l’immagine del tempo pare essere racchiusa in un uovo, in una stele di marmo candido e in due sculture in bronzo intitolate “La nascita”, collocate sulla via basolata del livello inferiore dei Mercati di Traiano, ad indicare il rapporto con la terra, resa fertile dal sole.

Ogni opera non presume di essere compresa criticamente, ma di essere intuita nella “mente” dei sensi. Del resto, se è condivisibile ciò che sosteneva Croce, ovvero che l’arte è istinto, allora il fluire del tempo può essere “toccato” solo instaurando un rapporto di empatia con le sculture attraverso il tatto. Il più primordiale dei sensi è l’unico che consenta all’osservatore di superare l’oggettività dell’arte e le sovrastrutture occidentali mediante una sorta di codice universale, che annulli le differenze culturali e storiche. Il percorso proposto è dunque un invito ad andare oltre la storia, lungo lo scorrere dei secoli, fermandosi di tanto in tanto ad accarezzare, salire e sdraiarsi su opere osservabili da destra o sinistra, dal basso o dall’alto, sulle quali scherza il sole con i suoi raggi di luce e coni d’ombra, il vento e la pioggia. Un invito a “toccare il tempo”.

“Toccare il tempo”, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali. Fino al 13 gennaio 2008. Ingresso da piazza Madonna di Loreto; dall’apertura del Museo dei Fori Imperiali (prevista alla fine di ottobre), ingresso da Via IV Novembre 94. Orari: fino all’apertura del Museo dei Fori: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18. Biglietti: fino all’apertura del Museo dei Fori Imperiali: 4,50 euro; dall’apertura del Museo dei Fori Imperiali: intero 6,50 euro; ridotto 4,50 euro. La biglietteria chiude un’ora prima. Chiuso il lunedì. Informazioni: 06. 82059127 (tutti i giorni dalle 9 alle 19.30).

9 ottobre 2007

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