L’8 giugno l’incontro in Vaticano tra Peres e Abbas

La data annunciata dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi: «È stata accettata da entrambe le parti». Francesco ai giornalisti: «Ci riuniremo a pregare, soltanto. Poi ognuno torna a casa» di F. Cif.

Domenica 8 giugno, festa di Pentecoste. Questa la data scelta e accettata da entrambe le parti per l’incontro di preghiera in Vaticano al quale Francesco solo domenica scorsa, a Betlemme, aveva invitato il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese, Mahmoud Abbas. Lo ha reso noto ieri, giovedì 29 maggio, il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, precisando che l’incontro si terrà «nel corso del pomeriggio».

A organizzare «le cose pratiche», aveva spiegato lo stesso Francesco ai giornalisti sul volo di ritorno da Tel Aviv a Roma, il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa. «Chiuderemo presto con la data e poi discuteremo del contenuto», dichiarava proprio ieri il religioso al Sir. Poche ore dopo, l’annuncio di padre Lombardi.

Pronunciando, al termine della celebrazione di domenica 25 maggio a Betlemme, l’invito ai due presidenti, in un fuori programma che ha stupito il mondo, il Papa aveva detto: «In questo luogo, dove è nato il principe della pace, desidero rivolgere un invito a lei, signor presidente Mahmoud Abbas, e al signor presidente Shimon Peres, ad elevare insieme con me un’intensa preghiera invocando da Dio il dono della pace. Offro la mia casa in Vaticano per ospitare questo incontro». Non un summit alla ricerca di nuove mediazioni o “road map” per uscire dalla crisi israeliano – palestinese, ma semplicemente un momento di preghiera, che doveva necessariamente realizzarsi prima dell’imminente scadenza del mandato presidenziale di Peres.

«Ci riuniremo a pregare, soltanto. E poi ognuno torna a casa», spiegava ancora Francesco ai giornalisti, di ritorno dalla Terra Santa. «Io credo – continuava il pontefice – che la preghiera sia importante e pregare insieme senza fare discussioni di altro tipo, questo aiuta. Sarà un incontro di preghiera: ci sarà un rabbino, ci sarà un islamico e ci sarò io». Nell’udienza generale di mercoledì 28 maggio poi, ripercorrendo con i fedeli che affollavano piazza San Pietro le tappe di quel pellegrinaggio sui luoghi di Gesù, aveva definito i due presidenti «uomini ambedue di pace a artefici di pace». Quindi, l’appello a tutti i credenti: «Chiedo a voi di non lasciarci soli, pregate tanto perché il Signore ci dia la pace in quella terra benedetta. Conto sulle vostre preghiere, pregate tanto perché venga la pace».

30 maggio 2014

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