La Caritas propone un seminario sulle ludopatie

Sabato 29 marzo la parrocchia di San Romano, al Tiburtino, ospita l’incontro formativo dedicato alle comunità del settore Nord con il vescovo Di Tora e monsignor Enrico Feroci di Mariaelena Finessi

«Quello del gioco d’azzardo è un fenomeno che ha alterato il profilo antropologico della società. Non è solo un’attività con effetti collaterali ma è un dato che mostra l’alterazione dei rapporti interpersonali». Maurizio Fiasco è esperto della Consulta nazionale antiusura, oltre che ricercatore e docente su Sicurezza pubblica e gioco d’azzardo. Sabato 29, a partire dalle 9.30, sarà tra i relatori al seminario di formazione sulle ludopatie, ospitato a San Romano Martire (largo Antonio Beltramelli, 23) e organizzato dalla Caritas diocesana di Roma. Nel corso dell’incontro, a cui prenderanno parte il vescovo ausiliare Guerino Di Tora e il direttore della Caritas diocesana Enrico Feroci, il sociologo fornirà «elementi che possano spiegare come è potuto accadere che il gioco d’azzardo si sia insidiato in Italia, visto che il nostro popolo ha sempre mostrato una propensione al gioco tra le più basse».

Italiani risparmiatori e dediti alla tutela del patrimonio familiare? «Questa era la nostra storia ed è stata soppressa». Il risultato è che oggi l’italiano «è indotto e sollecitato a impegnare nel gioco più tempo di vita e denaro». E sempre più tempo è speso davanti alle slot machine. «Si tratta di un’operazione – denuncia Fiasco – frutto di una pianificazione degna dei peggiori regimi dirigistici». Prima «si sono arruolate le donne», quindi gli anziani e i giovani. Un arruolamento «che parla di una storia di successo del marketing, iniziata almeno 18 anni fa». E se prima il gioco d’azzardo era ritenuto un «disvalore», tanto che «lo Stato lo confinava in un tempo e in uno spazio ristretto», attualmente invece la possibilità di tentare la fortuna non ha limiti. «Se a tutto ciò aggiungiamo che si è diventati consumatori e non più risparmiatori, ecco che ci si trova dinanzi a un Paese consumatore di gioco». E tutto questo è «sconcertante, poiché non è più avvertita come condotta non rispettabile». La Chiesa «da subito ha capito la minaccia e dal 1998 ha istituito una consulta per approfondire il tema».

25 marzo 2014

Potrebbe piacerti anche