La continuità antico-nuovo nella storia della Capitale

di Marco Frisina

La grandiosità delle basiliche capitoline rivela un’immagine di Roma imponente ed eloquente, segno straordinario di continuità nei confronti del grande impero romano e nello stesso tempo di discontinuità con il paganesimo. La ferita profonda causata dalle persecuzioni e gli stravolgimenti politici e militari dei primi secoli dell’era cristiana avevano cambiato l’aspetto della città eterna. Lo splendore di un tempo si era offuscato mentre la fede cristiana continuava gradualmente a diffondersi nonostante le diverse persecuzioni, le stragi terribili che macchiarono di sangue cristiano la città. Ma l’editto di Costantino e l’improvvisa liberazione del culto cristiano fecero sì che un inedito entusiasmo artistico e creativo soffiasse nuovamente nel cuore della città. La costruzione delle basiliche costantiniane fu la nascita di una nuova vitalità artistica e negli anni e nei secoli successivi produsse capolavori che ancora oggi ammiriamo. Ma non fu dimenticata l’antica grandezza, anzi fu reinterpretata alla luce della nuova fede. Appare quindi significativo il fatto che Borromini volle riadattare, come portali di San Giovanni in Laterano, le maestose porte della Curia Iulia, già adoperate per l’antica chiesa di Sant’Adriano; un cimelio di storia romana viene inglobato in una basilica cristiana. La continuità tra antico e nuovo, tra pagano e cristiano caratterizzerà sempre l’aspetto della città e testimonierà la vocazione straordinaria di Roma: essere segno della grandezza umana vivificata dalla fede.

7 dicembre 2009

Potrebbe piacerti anche