La Croce: simbolo di fede e di arte

A Castel Sant’Angelo il percorso espositivo sull’evoluzione iconografica di capolavori compresi tra il XIII e il XVIII sec. di Francesca Romana Cicero

Il Centro Europeo per il Turismo in collaborazione con il Fondo Edifici di Culto, amministrato dal Ministero degli Interni, e il Ministero per i Beni e le Attività culturali, ha allestito a Castel Sant’Angelo una mostra sull’universalità della Croce, simbolo della fede e dell’iconografia cristiana, che trae ispirazione dalle parole di Papa Gregorio Magno: “Ciò che è la Scrittura per quelli che sanno leggere è l’immagine per quelli che non sanno leggere […”> le immagini sono il libro di quelli che non conoscono le Scritture”.

Il percorso espositivo consente di ammirare alcuni capolavori compresi in un arco temporale che va dal XIII al XVIII sec., custoditi dalle regioni, province e comuni italiani che sono presenti con i loro stand promozionali (fino all’11 maggio) in occasione della venticinquesima edizione della Mostra europea del turismo, artigianato e delle tradizioni culturali. A tali opere si affiancano quelle recuperate dalle Forze dell’Ordine custodite nelle chiese e basiliche del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno; patrimonio monumentale che, come ha sottolineato l’Onorevole Pisanu durante la cerimonia inaugurale, costituisce non solo “un’immensa ricchezza, ma anche uno dei connotati più forti e caratteristici dell’identità italiana”. Le opere sono disposte secondo un ordine cronologico che riflette un’evoluzione iconografica: la Croce, Signum salutis, dopo l’Editto di Costantino, è raffigurata non solo su arredi sacri, reliquiari e paramenti (esposti la pianeta in seta con ricami in filo d’oro della chiesa di Sant’Andrea della Valle, realizzata tra il XIX e il XX secolo e i busti in legno dorato di S. Vidale e S.Vittoria, del sec.XIX, provenienti dalla Basilica di S. Sepolcro di Acquapendente), ma è anche il fulcro dell’ispirazione di sculture e dipinti.

In esposizione opere di alto livello: da un crocifisso in legno proveniente dalla chiesa romana di Sant’Ambrogio della Massima, realizzato nel XIII secolo da un ignoto autore, all’olio su tela
di Francesco Trevisani, “Cristo sorretto da un angelo”, databile all’inizio del sec.XVIII, ad una tela raffigurante una crocifissione con santi domenicani del pittore seicentesco Andrea Sacchi, ad opere del Perugino, ed autentici capolavori quali “Gesù bambino con la croce”, olio su tela del sec. XVII del Guercino, la “Madonna col Bambino” del Pinturicchio, tavola dipinta a tempera, trafugata nel 1970 e riacquistata a seguito del ritrovamento nel 2004, (facente parte originariamente di un trittico) e il celebre “Il Canal Grande da palazzo Balbi al ponte di Rialto (1730-31) del Canaletto.

In mostra anche una selezione di opere archeologiche di area lucana riconducibili a contesti aristocratici (anfore, crateri, piatti), provenienti dal sequestro operato dalla Guardia di Finanza nelle province di Potenza e Matera, e nella zona del Gargano, e reperti provenienti dall’Etruria meridionale; opere in procinto di essere trafugate all’estero o disperse sul mercato clandestino.

La Croce: un simbolo di fede e di arte per l’umanità, Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello 50. Fino al 30 Maggio. Orario: dal Martedì alla domenica ore 9-19. Biglietto: € 7. Info 06/6876448.

3 maggio 2006

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