La finanza etica si organizza, nonostante la crisi

Grazie alle reti dell’economia sociale è possibile dare nuovo impulso al cambiamento. L’esempio del Messico, dove un Fondo intende rilanciare il movimento cooperativo di Fabio Salviato

Il Messico è un Paese con 107 milioni di abitanti, negli ultimi anni 30 milioni sono emigrati negli Stati Uniti. I lavoratori ufficiali con contratto regolare sono 15 milioni, altri 15 milioni sono considerati “lavoratori informali”, cioè lavorano in nero, inoltre ci sono altri 5 milioni di persone che lavorano, ma la loro paga non arriva a coprire le spese minime di sopravvivenza. In questo Paese la criminalità si è diffusa in questi ultimi anni in maniera consistente.

Si tratta in effetti di una situazione difficile, dove la concentrazione della ricchezza si registra sempre di più nelle mani di pochi e dove, per la maggioranza, il destino sembra segnato.

Ma è proprio in questo Paese che le reti dell’economia sociale, civile e solidale, si sono organizzate. Attraverso il gruppo Jade, hanno coinvolto le reti di solidarietà del Canada (aderenti al movimento Desjardins) e dell’Europa, in particolare la rete che fa riferimento a Mondragon (una rete cooperativa nata nel dopoguerra e che oggi conta quasi 90 mila dipendenti) e Febea (la Federazione europea delle Banche Etiche ed Alternative).

In pratica, una rete di organizzazioni sociali del Sud del mondo ha “chiamato a raccolta” alcune reti sociali e solidali nord-americane ed europee, con l’obiettivo di costituire un fondo per finanziare e sostenere il mondo cooperativo messicano. Cooperative, consorzi di cooperative che fanno riferimento anche al commercio equo e solidale, come ad esempio la cooperativa Uciri, produttrice di caffè biologico, che non riescono ad ottenere finanziamenti al sistema finanziario.

L’obiettivo è ambizioso: raccogliere in 16 mesi 100 milioni di dollari, per dare credito, cioè dare fiducia al movimento cooperativo messicano. Inoltre nel Fondo è stata inserita un’importante novità: il fondo raccoglierà una quota, pari a circa 20 milioni di dollari, per l’avvio in Messico della prima banca etica e solidale.

Una grande intuizione, due strumenti finanziari assolutamente innovativi nel panorama messicano che produrranno nei prossimi mesi migliaia di nuovi posti di lavoro, ma soprattutto saranno capaci di ridare credito, speranza e fiducia a comunità e progetti che altrimenti non verrebbero finanziati.

Non stiamo parlando di un esempio, o di una piccola realtà, ma di un progetto vero e proprio, di società che grazie a questi finanziamenti possono continuare la propria attività, ed allora, ci viene in mente: ma è proprio vero che il denaro non ha odore? Io sono convinto che il denaro etico e solidale abbia l’odore ed il colore della libertà, che grazie alle reti sociali solidali è possibile dare nuovo impulso al cambiamento.

Sosteniamo quindi queste iniziative. In Europa Fides (questo è il nome del fondo) ha aperto preso Sefea il proprio ufficio europeo: se volete informazioni potete contattarci allo 0498771111 (chiedere di Eleonora), attraverso Sefea è possibile investire nel fondo Fides, anche con piccole quote da 1.000 euro. Si tratta di un investimento vero e proprio, non di una donazione, un investimento che potrà permettere lo sviluppo di un movimento cooperativo e solidale in Messico.

Il passo successivo sarà lo sviluppo del fondo anche in altri Paesi dell’America Latina: Costa Rica, Argentina, Brasile, Uruguay. Insomma, nonostante la crisi, la finanza etica si organizza e attraverso le reti sociali riesce a costruire strumenti finanziari capaci di realizzare quel cambiamento, quella innovazione che permetterà a milioni di persone e famiglie di vivere da persone libere.

21 marzo 2012

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