La via crucis dei militari alle Fosse Ardeatine

Il momento di preghiera delle Forze armate in cammino verso la Pasqua. Le meditazioni dell’arcivescovo Vincenzo Pelvi che ricorda i caduti nelle missioni di pace e il dolore delle famiglie di Nicolò Maria Iannello

«I nostri militari presenti in terre martoriate sono scintille di speranza, sentinelle invisibili che proclamano l’amore possibile». Sono solo alcune delle parole della riflessione che monsignor Vincenzo Pelvi, arcivescovo Ordinario militare per l’Italia, ha scritto per la preghiera della via crucis per le forze armate che si è svolta stamattina (martedi 20 marzo) nella suggestiva cornice delle Fosse Ardeatine.

Meditazioni che «nascono dall’incontro dell’arcivescovo – spiegano dall’Ordinariato militare – con le famiglie dei caduti in Afghanistan», e che sono state ascoltate in un clima di profondo silenzio e raccoglimento dai militari di ogni forza armata e grado, accompagnati dai rispettivi cappellani. Insieme a loro, in preghiera davanti al Crocifisso c’erano il ministro della difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, il capo di Stato maggiore della difesa, il generale Biagio Abrate e i capi delle varie forze armate.

Una via crucis che ricorda il sacrificio dei giovani impegnati nelle missioni di pace in quattro continenti, ma anche quello di chi resta e piange la loro assenza, come le mamme dei soldati uccisi cui monsignor Pelvi si rivolge esortandole ad «accogliere una nuova maternità, quella di esser madri di tutti i giovani che dedicano la vita alla pace dei popoli».

E a quei soldati lontani, continua l’arcivescovo, bisogna guardare come «esempio per imparare ad assistere il prossimo che soffre». Infatti essi sono coloro che «per il bene dell’umanità si offrono vittime della ferocia umana» costruendo «intorno all’albero della croce una solidarietà che vince ogni disperazione».

A portare la croce, alternandosi, sono stati tre militari di ognuna delle cinque forze armate, tre dipendenti civili del Ministero della difesa, tre donne, di cui due della Croce Rossa e una della Pasfa, l’associazione di volontariato per l’assistenza spirituale alle forze armate. Nell’ultima invece a portare la Croce sono stati due cappellani militari e monsignor Pelvi.

Al termine della preghiera i presenti hanno sostato in silenzio davanti alle tombe dei caduti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, dove l’Ordinario militare ha tenuto una riflessione sul senso della sofferenza: «Quando sembra che Dio non senta, non dobbiamo temere di affidare a lui il peso che portiamo nel cuore, convinti che Egli è vicino, anche se apparentemente tace». In questo luogo «doloroso memoriale del male più orrendo – ha concluso monsignor Pelvi – la risposta vera è quella di prendersi per mano, come fratelli».

20 marzo 2012

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