La “Finestra” di don Santoro

L’associazione fondata dal prete ucciso in Turchia continua le sue attività di preghiera e dialogo di Finestra per il Medio Oriente

«Prima della politica, degli interessi, dell’economia e della stessa religione c’è il problema umano e spirituale delle persone: conoscersi, accogliersi, incontrarsi, parlarsi, rispettarsi, amarsi, prendersi sul serio, donarsi qualcosa, donare se stessi. Questo è anche il senso di una presenza cristiana in Medio Oriente […”>. Questo vuol dire “Finestra per il Medio Oriente”. Solo questo atteggiamento che supera distanze paure e diffidenze permette di offrire anche una testimonianza chiara, convinta, limpida della propria fede cristiana, disposti ad accettare la testimonianza che gli altri offrono a noi…»: così ci scriveva don Andrea in una delle sue lettere, con cui apriva il nostro giornalino.

“Finestra per il Medio Oriente” era stata pensata da don Andrea già al momento della sua partenza per la Turchia, una decisione nata a seguito dei numerosi pellegrinaggi da lui effettuati in Terra Santa (che gli avevano messo nel cuore il desiderio di andare in quelle terre proprio per essere ponte e finestra tra l’Occidente e il Medio Oriente): «Sento questo invio, che affronto a nome della Chiesa di Roma, come uno scambio: noi abbiamo bisogno di quella radice originaria della fede se non vogliamo morire di benessere, di materialismo, di un progresso vuoto e illusorio; loro hanno bisogno di noi e di questa nostra chiesa di Roma per ritrovare slancio, coraggio, rinnovamento, apertura universale. Ho pensato a un’associazione chiamata “Finestra per il Medio Oriente”, per favorire questo scambio di doni spirituali».

“Finestra” era per primo don Andrea stesso, il suo essere presenza lì, appunto, il suo vivere da vero cristiano in mezzo ai musulmani, l’essere piccola luce, l’essere “ponte” tra mondi lontani, Medio Oriente e Occidente. Noi seguivamo il suo cammino (condividendo appieno la spiritualità, la verità e le modalità della sua presenza), affiancandolo in questa missione, che lui amava definire “presenza”: chi partendo con lui per periodi lunghi, anche 2 anni; chi accogliendo il suo invito ad affacciarsi a quel mondo attraverso i piccoli pellegrinaggi da lui stesso organizzati con cura ed amore; chi per soggiorni più brevi, ma sempre significativi; chi rimanendo come base operativa in Italia.

Così eravamo una “finestra con due maniglie”, come amava dire, una Finestra che aveva bisogno di persone da entrambe le parti, per aprirla e per far circolare i doni reciproci. Proprio per conoscere e approfondire queste ricchezze, don Andrea aveva pensato ad un cammino di preghiera, di formazione (con testimonianze e incontri di conoscenza sulle tre religioni monoteiste) e di ritiri sulla Parola di Dio (in occasione dei suoi rientri in Italia).

Altri strumenti da lui ideati sono il giornalino “Finestra per il Medio Oriente”, che raccoglie le testimonianze delle piccole realtà cristiane presenti in quelle terre e approfondimenti di dialogo e che si apriva sempre con una sua lettera (ora tutte le sue lettere sono state raccolte nel libro Lettere dalla Turchia, coedito da “Finestra per il Medio Oriente” e Città Nuova); e il Calendario sinottico ebraico, cristiano e islamico, che permette di conoscere i momenti in cui i popoli si accostano a Dio con la preghiera.

Dopo l’uccisione di don Andrea, la “Finestra per il Medio Oriente” continua il suo cammino. Il cuore e la sua anima restano la preghiera, comunitaria e personale; in particolare la “Finestra di preghiera”, un’ora di adorazione settimanale richiesta espressamente da don Andrea, da vivere possibilmente in comunione con uno o più fratelli, secondo le intenzioni proprie: la riconciliazione e il dialogo tra ebrei cristiani e musulmani. Continuiamo a far circolare la luce di quelle terre attraverso incontri, ritiri (quest’anno dedicati al tema del perdono nelle tre religioni) e la cura del giornalino, del calendario e del sito (www.finestramedioriente.it).

Il desiderio di poter tornare presto ad essere attivamente “finestra” anche in Medio Oriente è ogni giorno affidato alla preghiera, affinché il Signore ci indichi le strade da seguire. È nostra intenzione mantenere comunque viva la presenza di “piccole luci” nel Medio Oriente. Sentiamo fortemente questa associazione come sua eredità. Proprio nell’assemblea dei soci tenutasi il 20 gennaio 2006, don Andrea ci ha dato un forte mandato: quello di testimoniare, ognuno di noi in prima persona, l’importanza di essere presenza, finestra e piccole luci in quelle terre.

Forti di questo mandato continuiamo ad “affacciarci” al Medio Oriente, su chi al momento è presente lì e continuiamo a portare avanti grazie anche all’aiuto del nostro nuovo consigliere spirituale – don Marco Vianello, parroco di San Saturnino a Roma e già parroco ai Santi Fabiano e Venanzio – le nostre attività secondo la modalità e la spiritualità di don Andrea Santoro.

Fabio Pescetelli, Giulia Pezone, Luciana Papi e Piera Marras
(Finestra per il Medio Oriente)

17 gennaio 2007

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