Presenza di fede e d’amore nella zona delle «fornaci»
La chiesa di Santa Maria delle Fornaci ricorda, nel nome, la realtà industriale che fioriva nel quartiere
La zona adiacente il Vaticano era occupata tra il 1570 e il 1580 da numerose fornaci, ben ordinate e allineate in una sorta di borgo, con tanto di muri di cinta, lungo la strada che conduceva a Porta Cavalleggeri, la cui antica dicitura era «Cavalli Leggeri». Nel 1694, con le offerte dei fedeli, sorse la chiesa di Santa Maria delle Fornaci, che nel suo nome ricorda la realtà industriale che fioriva in quel quartiere, e sull’altare fu posta una tela fiamminga che raffigurava la Madonna con il Bambino benedicente. Circa trenta anni dopo sorse accanto alla facciata della chiesa il Collegio Apostolico per le Missioni, segno della vivacità missionaria della Roma barocca. La chiesa fa pensare alle strutture romane antiche rivisitate dal genio cristiano e interpretate dal nuovo senso dello spazio tipico dell’architettura seicentesca. Santa Maria delle Fornaci è una delle parrocchie del centro storico, ed è bello vedere che luoghi come questi continuano a testimoniare la tradizione di una fede così antica. Le antiche fornaci non ci sono più, il quartiere industriale antico si è trasformato in una bolgia di turisti e di traffico, ma questa presenza di fede e d’amore rimane ancora solida.
14 gennaio 2007