«La nostra vita», il film italiano a Cannes
Nuovo lavoro di Daniele Lucchetti, ambientato nella Roma di oggi, tra un lavoro duro e un lutto impossibile da elaborare. Storia quotidiana di una famigliadi Massimo Giraldi
Quasi in contemporanea con la presentazione al festival di Cannes che si conclude oggi, esce nelle sale «La nostra vita» diretto da Daniele Luchetti, di nuovo al lavoro dopo «Mio fratello è figlio unico» (2007). La storia è ambientata nella Roma di oggi. Claudio, operaio edile sui 30 anni, affronta un evento impossibile da immaginare: l’amata moglie Elena muore di parto nel dare alla luce il terzo figlio. Di fronte ad un lutto impossibile da elaborare, con un neonato e altri due ragazzini da accudire, reagisce con la decisione di dedicarsi ad avere il meglio, per sé e per la propria famiglia.
Ci vogliono molti soldi, e per questo si caccia in affari edilizi che presto si rivelano troppo rischiosi. Seguono debiti, ricatti, illegalità. Quando, toccato il fondo, riesce a risalire, Claudio capisce che nel momento del bisogno gli unici a stargli vicino sono stati il fratello e la sorella, e che la vicinanza dei figli è la cosa più importante. Luchetti disegna la periferia come un luogo a parte, lontano da Roma, e chiude sul recupero della famiglia come orizzonte di equilibrio, privilegiando il taglio antropologico più che quello etico. E raffigurando in Claudio, afferma, «un italiano come tanti, che fa cose disoneste, imbroglia e sfrutta gli altri». Forse gli italiani non sono tutti così.
24 maggio 2010