La Regione divisa sul “caso Ravera”
Dopo la richiesta di dimissioni avanzata dalle associazioni familiari e l’interrogazione depositata da Olimpia Tarzia e sottoscritta dai gruppi d’opposizione, le opinioni dei politici di R. S.
Si continua a discutere, in Regione, sul “caso Ravera”. Al centro della polemica, l’articolo dell’assessore alla Cultura a proposito del cimitero dei bimbi mai nati, dopo l’approvazione del sindaco di Firenze Matteo Renzi. «Una delle tante crociate del superfluo», scriveva Ravera, definendo anche le donne colpite dal lutto per un bambino mai nato come «animali al servizio della specie» che «non sono riusciti a portare a termine il loro dovere».
«Di quell’articolo non condivido né i contenuti né la forma – dichiara il vice presidente della Commissione cultura Cristian Carrara -. Chi ha un ruolo pubblico deve soppesare le parole, al di là delle proprie idee, per non creare “vulnus”. Ha confuso le sue idee e il suo ruolo». Tuttavia secondo Carrara la richiesta di dimissioni avanzata dal Forum delle associazioni familiari del Lazio e da diverse realtà del Terzo settore, dalla quale è scaturita anche l’interrogazione depositata venerdì 8 novembre, sostenuta da tutti i gruppi dell’opposizione a eccezione del Movimento 5 Stelle, è «fuori luogo», dato che non è stato compiuto nessun abuso amministrativo. «Se vogliamo costruire una società inclusiva – afferma – dobbiamo deporre le armi dell’ideologia. Lo dico anche per noi cristiani. È faticoso ma è l’unica via».
Netta presa di distanza anche da parte dell’assessore alle Politiche sociali Rita Visini. «Non condivido assolutamente quell’articolo perché l’esperienza di un aborto, subito o cercato, provoca un dolore immenso che merita il massimo rispetto», sostiene. Al di là delle differenti sensibilità, secondo Visini, occorre sempre «grandissima attenzione a chi vive questo dramma sulla propria carne». E a proposito della collega Ravera commenta: «Credo non si sia resa conto che scrivere sul suo blog non poteva essere un atto solo personale». Oggi, le parole dell’assessore alle Politiche sociali, «il Paese ha bisogno di pacificazione: tutte le chiacchiere le polemiche sono sterili. La Politica, quella con la “P” maiuscola, deve ricominciare a progettare al servizio della persona». Ma sulla richiesta di dimissioni neanche lei ravvisa gli estremi necessari: «Ha espresso un’opinione che non coinvolge il lavoro della giunta regionale».
Diverso il parere del capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Luca Gramazio, che al presidente Zingaretti chiede di «prendere immediatamente posizione contro una dichiarazione offensiva e totalmente fuori luogo, sollevando dall’incarico l’assessore Ravera». Anche per Fabrizio Santori (Gruppo misto), le dimissioni di Ravera sarebbero «un atto dovuto nei confronti di chi avrebbe dovuto accompagnare il cammino e rendere luminosa la vita di quei genitori il cui sogno è stato fermato da molti e disparati problemi che possono mettere a rischio una gravidanza fino a interromperla». Proprio per questo, secondo Gramazio, «ritirandole le deleghe il presidente Zingaretti darà un valido esempio per il futuro, rispettando tutti quei bambini mai nati e tutti quei genitori che hanno perso un figlio mai visto in volto ma già da subito amato».
Rivendica «con orgoglio» la realizzazione del Giardino degli Angeli al Cimitero Laurentino l’ex sindaco Gianni Alemanno, avvenuta proprio durante la sua amministrazione. Un’iniziativa, ricorda, scaturita «da quella “pietas” umana che non dovrebbe mai mancare in chi si occupa della cosa pubblica. Constatiamo con amarezza che non è così per l’assessore alla Cultura della Regione Lazio», che si è scagliata« con parole indegne» contro la delibera che a Firenze regolamenta proprio questa materia. E l’amarezza diventa «sorpresa e dispiacere» nelle parole di Sveva Belviso, capogruppo Pdl in Campidoglio, che da assessore alle Politiche sociali della giunta Alemanno si era fatta promotrice della realizzazione del Giardino degli Angeli, al Laurentino. «Tematiche come questa – rileva – non devono essere affrontate con sarcasmo ma con sensibilità e umanità». Tanto più visto che il progetto, spiega Belviso, «non vuole intaccare in alcun modo i principi della legge sull’aborto», come affermato da Ravera, ma, «nel caso di esplicita richiesta, va incontro a quei genitori che vogliono seppellire i bimbi mai nati e che, in caso contrario, come vuole la legge, vengono smaltiti come “rifiuti organici”». Le famiglie provate da queste vicissitudini «non meritano – conclude – questa derisione e questo furore ideologico».
Anche per il presidente del Movimento per la Vita romano Antonio Ventura, «al di là delle sue posizioni personali, le parole di Lidia Ravera non si addicono a un rappresentante delle istituzioni, per di più con delega alla cultura». Per questo, «a nome di tutte le madri e i padri offesi dalle sue parole, che in queste ore ci stanno sommergendo di e-mail, e a nome di tutte le volontarie e i volontari del Movimento chiediamo al presidente Zingaretti di invitare l’assessore Ravera a rassegnare immediate dimissioni, o, in assenza di queste, revocarle ogni incarico».
11 novembre 2013