La scherma onora Marta Russo

Si chiama “Una stella per Marta” la manifestazione sportiva nata per ricordare la giovane uccisa all’Università La Sapienza cultrice del fioretto e per promuovere la donazione degli organi di Daniele Piccini

Dopo aver brillato ai recenti campionati mondiali di Parigi, gli astri più splendenti della scherma azzurra illuminano “Una stella per Marta”, la manifestazione schermistica nata per onorare la memoria di Marta Russo, studentessa di giurisprudenza, cultrice del fioretto, uccisa nel 1997 nei viali dell’Università La Sapienza. Sabato 27 novembre, presso la caserma della Guardia di Finanza “Generale Sante Laria” di piazza Armellini, saliranno decine di medaglie azzurre del fioretto femminile e azzurri di fioretto e sciabola maschile. Valentina Vezzali e Ilaria Salvatori, fresche campionesse del Mondo, insieme a Giovanna Trillini e Margherita Granbassi affrontano le promesse della scherma azzurra Alice Volpi, Stefania Straniero e Beatrice Monaco. A seguire gli assalti del fioretto uomini, tra Valerio Aspromonte e Luca Simoncelli, e della sciabola tra Luigi Samele e Fabrizio Verrone.

L’iniziativa è nata undici anni fa per volontà dei genitori di Marta con lo scopo di promuovere la cultura della donazione degli organi. «Nel 2001 – spiega la presidente Aureliana Russo, 66 anni, madre di Marta – si è costituita l’Associazione Marta Russo Onlus per dare un seguito alla generosità di Marta che in vita aveva deciso di donare i suoi organi. Oggi, con gli organi di Marta, tra cui cuore, reni e fegato, vivono sei persone». La scherma di “Una stella per Marta” è solo una delle tante manifestazioni attraverso le quali l’Associazione Marta Russo intende sensibilizzare le giovani generazioni alla donazione degli organi. «Abbiamo indetto un concorso – prosegue la signora Russo – dedicato agli studenti delle scuole di 1° e 2° grado di Roma e provincia. Da settembre ad aprile, i ragazzi mandano elaborati letterari, poesie o racconti, opere grafiche o multimediali sul tema della donazione degli organi. Il messaggio migliore viene premiato al Teatro Quirino». Dopo le stoccate di “Una stella per Marta” sarà il momento di “piantare” l’“Albero della vita”. «Con questa iniziativa – spiega la mamma di Marta – in programma l’11 dicembre, vogliamo montare dei gazebo a piazza di Spagna per diffondere informazioni sulla donazione degli organi. Ci darà una mano anche la Guardia di Finanza, mettendo a disposizione la sua orchestra di 102 elementi che si esibirà sulla scalinata di Trinità dei Monti, lungo la quale si terrà anche una suggestiva fiaccolata».

Nel frattempo l’Associazione Marta Russo Onlus, nata a Roma nove anni fa, è cresciuta d’importanza aprendo sedi anche in altre città italiane: una in Calabria, una in Puglia, tre in Sicilia (dove risiedono tre dei beneficiari degli organi di Marta), e poi Cagliari, La Spezia, Napoli. Ogni anno molti studenti, soprattutto neolaureati in chirurgia dei trapianti e studenti di infermieristica, ricevono borse di studio elargite dall’associazione. «Dedico all’associazione tutto il mio tempo – conclude la signora Russo –; lavorare alla diffusione della cultura della donazione è stato il mondo in cui ho elaborato il lutto per la perdita di Marta».

«Sono diversi anni – spiega la fiorettista, campionessa del mondo di fioretto nel 2006, Margherita Granbassi – che, per ricordare pubblicamente Marta, partecipiamo con grande piacere a questo torneo. Marta, come fiorettista, è stata una di noi, dunque in realtà portiamo nel cuore il suo ricordo tutti i giorni».

24 novembre 2010

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