La visita del Papa a Tor Tre Teste
Domenica 26 marzo Benedetto XVI incontra la comunità di Dio Padre Misericordioso, la chiesa simbolo del Giubileo del 2000 di Massimo Angeli
Scheda: Il progetto di Richard Meier
Ha la sagoma di una barca la chiesa di Dio Padre Misericordioso: la barca della Chiesa che solca i mari del terzo millennio. E domenica 26 marzo la chiesa simbolo del Giubileo del 2000 ospiterà Benedetto XVI. Ad attendere il Papa, alle 9.30, nella sua seconda visita pastorale ad una parrocchia romana – dopo quella di dicembre a Santa Maria Consolatrice a Casal Bertone -, ci saranno il cardinale Ruini; il cardinale titolare della chiesa, Crescenzo Sepe, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli; il vicegerente Luigi Moretti; il sindaco di Roma, Walter Veltroni; il presidente del VII municipio, Stefano Tozzi.
«La comunità attende la visita del suo pastore con grande trepidazione – spiega il parroco don Gianfranco Corbino -. I parrocchiani sanno del legame che ci univa a Giovanni Paolo II e la comunità si è ispirata a lui per la scelta del nome a ricordo di una delle sue prime encicliche, la “Dives in misericordia”. A lungo hanno sperato in una sua visita – prosegue don Gianfranco -, e ora con grande gioia aspettano il nuovo Pontefice». La storia di Dio Padre Misericordioso è un po’ l’emblema di tante comunità parrocchiali della sterminata periferia romana. «La parrocchia è stata eretta l’8 settembre 1996 e, non avendo strutture a disposizione, le prime Messe sono state celebrate per la strada -ricorda don Gianfranco -. Per tre mesi siamo stati in un appartamento dove celebravamo anche nei giorni feriali, mentre le liturgie domenicali venivano ospitate a turno negli androni dei condomini. Poi abbiamo alloggiato sei mesi in un grande tendone proveniente dal santuario della Madonna del Divino Amore, e infine, per sei anni, in un prefabbricato che sorgeva alle spalle dell’attuale parrocchia».
Proprio in quel frangente, nell’ambito del programma «50 chiese per Roma 2000», venne indetto il concorso internazionale per realizzare una chiesa che fosse il simbolo dell’Anno Santo, e iniziarono i lavori che, per le difficoltà tecniche legate al progetto, si sono protratti fino all’ottobre 2003. Nelle ristrettezze di quel prefabbricato la comunità di Tor Tre Teste cominciò, però, a prendere forma. La precarietà degli spazi a disposizione costrinse i vari gruppi parrocchiali a doppi e tripli turni per gli incontri, mentre i ragazzi dell’oratorio, quando il tempo era bello, andavano a svolgere le attività nel parco adiacente. «Ma è in quell’ambito che la comunità ha iniziato a maturare – racconta Anna Bellizzi, una delle catechiste della parrocchia -. Abbiamo sofferto la mancanza di spazi, ma è lì che è nato lo spirito di collaborazione e il legame che unisce tutti i gruppi che lavorano in questa chiesa». Di quegli anni molti parrocchiani rimpiangono l’intimità che si era creata e che è andata persa per il grande valore architettonico della chiesa, oggetto di visite turistiche sin dalla fase dei lavori.
Pensare che da allora sono stati tra i 50 e i 60mila i visitatori giunti nel quartiere per ammirare quella che viene detta la “chiesa delle tre vele”. Per fronteggiare l’enorme flusso di turisti, ma anche di docenti e studenti di architettura, che vengono ad ammirarla è stato organizzato un servizio d’ordine sempre pronto a orientare i visitatori o a prendere appuntamenti per le visite guidate. «La dimensione parrocchiale avrà sempre la preminenza davanti a quella “turistica” – commenta don Gianfranco – ma stiamo coltivando l’idea di curare in maniera particolare l’accoglienza di quanti arriveranno nella nostra chiesa. Stiamo infatti pensando di caratterizzare la nostra chiesa come “luogo della riconciliazione con il Padre”, e quindi votata in maniera specifica all’amministrazione del sacramento della confessione». Oggi la comunità è impegnata a tutto tondo nella catechesi ai giovani e agli adulti, nell’assistenza agli anziani, alle famiglie più bisognose e ai malati. L’attenzione alla pastorale familiare ha spinto la comunità di Tor Tre Teste a sperimentare con successo un cammino per giovani fidanzati, mentre il centro d’ascolto della Caritas è il punto di riferimento per tante situazioni di povertà. «Ma una comunità parrocchiale non finisce mai di edificarsi – conclude don Gianfranco -, per questo mi aspetto che dalla visita del Santo Padre la comunità riceva ancora più slancio per crescere sotto il profilo della fede e della carità».
18 marzo 2006