«La vita consacrata è radicata nel Vangelo»

Sabato 2, la Giornata: dopo la Messa del cardinale Rodé, il Papa ha rivolto un discorso ai tanti che hanno gremito la basilica Vaticana di Claudio Tanturri
La veglia all’istituto Santa Maria di Ilaria Sarra

È stato celebrato sabato 2 febbraio, in una basilica Vaticana gremita, il tradizionale appuntamento della Giornata mondiale per la vita consacrata, la dodicesima quest’anno. Un incontro che, svoltosi come vuole la tradizione nella festa liturgica della Presentazione del Signore, si è aperto con la liturgia eucaristica presieduta dal cardinale Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Al momento di preghiera hanno partecipato le religiose, i membri degli istituti secolari e delle società di vita apostolica, le associazioni, le vergini consacrate impegnate nella diocesi di Roma, in rappresentanza di quelle di tutto il mondo, e idealmente anche i trenta monasteri di clausura della città insieme alle sorelle di vita contemplativa. Al termine della Messa, dopo la tradizionale benedizione delle candele e la processione, tutti i partecipanti hanno accolto con grande calore Papa Benedetto XVI.

«Sono molto lieto di incontrarvi in questa occasione», ha detto loro il Pontefice all’inizio del suo discorso. Dopo il saluto iniziale a tutti i presenti Benedetto XVI è passato al passo evangelico di Luca letto durante la liturgia. «Maria e Giuseppe – ha detto il Papa parafrasando il brano – agirono secondo “la Legge del Signore”, in attento ascolto della Parola di Dio». Un atteggiamento il loro, che «costituisce un esempio eloquente per voi, religiosi e religiose; per voi, membri degli istituti secolari e delle altre forme di vita consacrata». Di qui il pensiero del Pontefice è andato alla prossima sessione ordinaria del Sinodo dei vescovi (5-26 ottobre 2008) che sarà dedicata proprio alla Parola di Dio nella vita della Chiesa: «Vi chiedo, cari fratelli e sorelle, di offrire a questo impegno ecclesiale il vostro contributo, testimoniando quanto sia importante porre al centro di tutto la Parola di Dio». Soprattutto perché la «vita consacrata è radicata nel Vangelo; a esso, come alla sua regola suprema, ha continuato a ispirarsi lungo i secoli e a esso è chiamata a tornare costantemente per mantenersi viva e feconda portando frutto per la salvezza delle anime».

«Questa ricchissima tradizione – ha dunque affermato – attesta che la vita consacrata è “profondamente radicata negli esempi e negli insegnamenti di Cristo Signore” (Vita consecrata, 1), e si presenta “come una pianta dai molti rami, che affonda le sue radici nel Vangelo e produce frutti copiosi in ogni stagione della Chiesa”». La sua missione, fondata sulla sequela di Cristo senza compromessi, è ricordare che «tutti i cristiani sono convocati dalla Parola per vivere della Parola e restare sotto la sua signoria», tenendo viva nei battezzati la consapevolezza dei valori fondamentali del Vangelo. «Così facendo, la loro testimonianza infonde alla Chiesa “un prezioso impulso verso una sempre maggiore coerenza evangelica” e anzi, potremmo dire, è una “eloquente, anche se spesso silenziosa, predicazione del Vangelo”». «Per questo nelle mie due Encicliche, così come in altre occasioni, non ho mancato di additare l’esempio di santi e beati appartenenti a Istituti di Vita consacrata».

Al termine dell’incontro Benedetto XVI ha auspicato che i religiosi, le religiose e tutti i membri della vita consacrata nutrano la propria giornata di preghiera, di meditazione e di ascolto della Parola di Dio: «Voi – ha detto alla fine –, che avete familiarità con l’antica pratica della lectio divina, aiutate anche i fedeli a valorizzarla nella loro quotidiana esistenza. E sappiate tradurre in testimonianza quanto la Parola indica, lasciandovi plasmare da essa».

4 febbraio 2008

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