La voce della Cina alla Via Crucis con il Papa

Autore delle meditazioni che accompagneranno il rito di venerdì al Colosseo è il cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, salesiano, vescovo di Hong-Kong di R. S.

«Quando Sua Santità Papa Benedetto XVI, per mezzo dell’eminentissimo signor cardinale Tarcisio Bertone, mi chiese di preparare le meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo di quest’anno al Colosseo, non ho avuto la minima esitazione ad accettare tale compito. Ho capito che il Santo Padre, con quel gesto, intendeva manifestare la propria attenzione al grande Continente asiatico e coinvolgere, in particolare, in questo solenne esercizio di pietà cristiana i fedeli della Cina, per i quali la Via Crucis è una devozione molto sentita. Il Papa ha voluto che io portassi al Colosseo la voce di quelle sorelle e di quei fratelli lontani».

Così il cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, salesiano, vescovo di Hong-Kong, spiega ai fedeli il perché della sua presenza come autore delle meditazioni che accompagnano le stazioni della Via Crucis con il Papa nel Venerdì Santo 2008 (inizio ore 21.15). «Certamente – scrive il porporato – il protagonista di questa Via dolorosa è Nostro Signore Gesù Cristo, come ci viene presentato dai Vangeli e dalla tradizione della Chiesa. Ma dietro di Lui c’è tanta gente del passato e del presente, ci siamo noi. Lasciamo che stasera tanti nostri fratelli lontani – leggeranno i fedeli nell’introduzione al tradizionale rito – anche nel tempo siano presenti spiritualmente in mezzo a noi. Essi probabilmente più di noi oggi hanno vissuto nel loro corpo la Passione di Gesù. Nella loro carne Gesù è stato nuovamente arrestato, calunniato, torturato, deriso, trascinato, schiacciato sotto il peso della croce ed inchiodato su quel legno come un criminale. Ovviamente questa sera al Colosseo non ci siamo solo noi. Sono presenti al cuore del Santo Padre e al nostro cuore tutti i « martiri viventi » del ventunesimo secolo».

«Pensando alla persecuzione – continua il cardinale -, pensiamo anche ai persecutori. Nello stendere il testo di queste meditazioni, con grande mio spavento mi sono accorto di essere poco cristiano. Ho dovuto fare grande sforzo per purificarmi dai sentimenti di poca carità verso quelli che hanno fatto soffrire Gesù e quelli che stanno facendo soffrire, nel mondo di oggi, i nostri fratelli. Solo quando mi sono messo davanti ai miei peccati ed alle mie infedeltà, sono riuscito a vedere me stesso tra i persecutori e ho potuto struggermi di pentimento e di gratitudine per il perdono del Maestro misericordioso».

Nella prima stazione, “Gesù in agonia nell’Orto degli Ulivi”, il vescovo di Hong-Kong ricorda la Lettera di Benedetto XVI ai cattolici in Cina, in cui si fa riferimento alla «visione nell’Apocalisse di San Giovanni che piange davanti al libro sigillato della storia umana, del “mysterium iniquitatis”. Solo l’Agnello immolato è capace di togliere quel sigillo. In tante parti del mondo la Sposa di Cristo sta attraversando l’ora tenebrosa della persecuzione, come un tempo Ester, minacciata da Aman, come la « Donna » dell’Apocalisse minacciata dal drago. Vegliamo e accompagniamo la Sposa di Cristo nella preghiera».
Nella quinta stazione, si leva una critica ai “potenti”. «È molto diffusa la tentazione di adulare il potente e di opprimere il debole. E i potenti sono coloro che sono costituiti in autorità, quelli che controllano il commercio e i mass media; ma c’è anche la gente che si lascia facilmente manipolare dai potenti per opprimere i deboli». Nella settima stazione, di fronte alla crocifissione di Gesù, il porporato ricorda «l’immagine di Papa Giovanni Paolo II, che sale la « Collina delle croci » in Lituania. Ognuna di quelle croci aveva una storia da raccontare, storia di dolore e di gioia, di umiliazione e di trionfo, di morte e di risurrezione».
Nella nona stazione, quando la tradizione colloca l’incontro di Gesù con le donne di Gerusalemme, il pensiero del cardinale Zen Ze-Kiun va alle mamme. «Le donne, le mamme attingono dall’amore una immensa capacità di sopportazione nella sofferenza. Soffrono a causa degli uomini, soffrono per i loro figli. Pensiamo alle mamme di tanti giovani perseguitati e imprigionati a causa di Cristo. Quante lunghe notti passate nella veglia e in lacrime da quelle mamme! Pensiamo alle mamme che, rischiando arresti e persecuzioni, hanno perseverato a pregare in famiglia, coltivando nel cuore la speranza di tempi migliori».

19 marzo 2008

Potrebbe piacerti anche