Lampedusa, tragedia dell’indifferenza
Crescono le adesioni al cordoglio espresso da Francesco. Caritas italiana: «Aprire corridoi umanitari per i migranti». L’Azione cattolica parla di «dramma annunciato» e Zingaretti chiede il lutto di Stato di F. Cif.
«A nome della Regione Lazio mi unisco al cordoglio per le vittime del naufragio di Lampedusa e mi stringo al dolore per l’ennesima tragedia nei mari italiani che, a mio avviso, richiederebbe un momento di riflessione nazionale con la proclamazione del lutto di Stato». Il governatore Nicola Zingaretti commenta così la «terribile tragedia» del barcone naufragato oggi, giovedì 3 ottobre, al largo di Lampedusa». E sottolinea come quanto accaduto «richiama Governo, Parlamento e istituzioni ad uno sforzo per garantire il diritto all’accoglienza che in questi anni è stato calpestato da politiche di chiusura verso i migranti».
Anche Caritas italiana si unisce alla preghiera e al cordoglio di Papa Francesco per il nuovo dramma dell’immigrazione avvenuto a Lampedusa. «Si tratta con molta probabilità – ricorda il direttore don Francesco Soddu – di persone che fuggono da contesti di guerra, rispetto ai quali abbiamo dei doveri internazionali di accoglienza. Se pensiamo a situazioni come quella del conflitto siriano, con milioni di rifugiati che cercano di salvare le proprie famiglie, anche fuggendo dai campi profughi, una domanda viene spontanea: perché l’Italia, come hanno già fatto altri Paesi, ad esempio la Germania, non apre dei corridoi umanitari per far arrivare in sicurezza queste persone, con le loro famiglie, invece di costringerli nei fatti a mettersi in mano dei trafficanti di uomini e a rischiare la propria vita in mare?».
Di «dramma annunciato» si parla in una nota della presidenza dell’Azione cattolica italiana, dal titolo “Ora basta!”. «La comunità europea e internazionale – si legge nel testo – non può più ignorare lo stillicidio di sofferenze e lutti di un’umanità dolente che scommette la propria vita inseguendo il sogno di una dignità negata, in fuga da luoghi in cui povertà e guerre sono l’insopportabile normalità. Uomini, donne, bambini arrivati dal mare con ancora negli occhi l’illusione di un futuro migliore, nelle tasche una promessa che costa al passeggero” tutto ciò che possiede. Tante, troppe, insopportabili volte tutto ciò diventa tragedia e morte». La richiesta è che si agisca «subito e oltre l’emergenza», sostenendo i Paesi da cui i migranti partono e quelli attraverso cui transitano. Pur nella crisi economica che attanaglia l’Europa e l’Italia, «non possiamo temere l’arrivo di poche migliaia di persone – notano i dirigenti dell’associazione -. Non possiamo
fingere che non siamo in grado di gestire la loro presenza o il loro passaggio verso altri luoghi d’Europa. Già tantissime sono le morti che l’inerzia ha provocato, come associazione di credenti chiediamo azioni immediate e concrete perché non venga più commesso a danni di innocenti e disperati il peccato gravissimo dell’omertà e dell’indifferenza».
3 ottobre 2013