L’Apocalisse dei falsi maestri

I versetti biblici citati di recente dal Papa evidenziano la posizione della Chiesa nei confronti dei tanti che si spacciano per “novelli profeti”, invitando il cristiano a un costante discernimento di Aldo Buonaiuto

«”Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome. È un invito al discernimento, questa virtù cristiana di capire dove è lo spirito del Signore e dove è il cattivo spirito. Anche oggi, infatti, ci sono falsi “salvatori”, che tentano di sostituirsi a Gesù: leader di questo mondo, santoni, anche stregoni, personaggi che vogliono attirare a sé le menti e i cuori, specialmente dei giovani. Gesù ci mette in guardia: “Non andate dietro a loro!”. “Non andate dietro a loro!”».

I versetti biblici citati da Papa Francesco durante un recente Angelus evidenziano la posizione della Chiesa nei confronti dei tanti che si spacciano per “novelli profeti” invitando il cristiano ad un attento e costante discernimento. La riflessione del Pontefice è scaturita dalla lettura del Vangelo in cui il Signore parla degli ultimi tempi.

Il tema della risurrezione apre una nuova prospettiva, quella dell’attesa del ritorno del Messia; san Paolo, nella prima lettera ai Tessalonicesi, descrive la “parusia” (la venuta di Gesù alla fine dei tempi) con immagini simboliche che vogliono trasmettere un messaggio semplice e profondo: il futuro dell’uomo è stare per sempre con Cristo.

Secondo Papa Bergoglio il presente è un momento da vivere «senza farsi paralizzare dalla paura né ingannare dai falsi messia» ma sperimentando l’attesa come «tempo della testimonianza e della perseveranza». «Alla fine – afferma il Santo Padre – Gesù fa una promessa che è garanzia di vittoria: “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”. Quanta speranza in queste parole! Sono un richiamo alla speranza e alla pazienza, al saper aspettare i frutti sicuri della salvezza, confidando nel senso profondo della vita e della storia: le prove e le difficoltà fanno parte di un disegno più grande; il Signore, padrone della storia, conduce tutto al suo compimento. Nonostante i disordini e le sciagure che turbano il mondo, il disegno di bontà e di misericordia di Dio si compirà! E questa è la nostra speranza: andare così, in questa strada, nel disegno di Dio che si compirà. È la nostra speranza».

Molti truffatori, invece, approfittando del vuoto di valori e del senso di profondo scontento che vivono molti nostri contemporanei, si presentano in veste di “illuminati”, graziati da Dio, in grado di salvare la società dai propri peccati e problemi. Secondo il messaggio proclamato dai tanti gruppi cosiddetti millenaristici, presenti anche in Italia e spesso importati da oltreoceano, la fine del mondo è ormai prossima.

L’unica via di salvezza sarebbe quella che loro proclamano, un cammino precluso a tutti se non a pochi eletti, basato sulla convinzione che le numerose preghiere e le generose offerte in denaro donate al guru di turno salveranno il mondo dall’apocalisse. I culti apocalittici, o “dell’ultimo giorno”, benché molto numerosi e variegati, hanno alcuni aspetti peculiari in comune. In primis, la centralità del leader, uomo caratterizzato da un forte carisma e molto accentratore, che si presenta come unico intermediario tra il Creatore e i fedeli; questo individuo domina il gruppo di adepti incutendo terrore per l’imminente fine del mondo, imponendo regole severe e restrittive (ma non applicabili alla sua persona) e pratiche sessuali amorali.

Agli affiliati viene inculcata la credenza di appartenere ad una fortunata élite che cammina spedita sulla via della salvezza, protetta dalla contaminazione del mondo incivile e nemico. In realtà gli adepti vengono separati dai propri familiari, messi in uno stato di isolamento fisico e psicologico per essere sottoposti a continue vessazioni paranoiche sulla fine del mondo: un vero lavaggio del cervello incentrato sulla paura della morte. Il potenziale criminale di questo genere di sette va però ben oltre il plagio.

La cronaca ha riportato, nel corso degli anni, decine di casi finiti in tragedia a causa di organizzazioni settarie che hanno praticato il suicidio di massa. Come quello della setta americana Heaven’s Gate (letteralmente “la porta del paradiso”) in cui si tolsero la vita 41 persone convinte che quella fosse l’unica strada per la salvezza, o “l’ordine del tempio solare”, 74 suicidi solo in Canada. Oppure “il tempio del popolo” con il suicidio-omicidio di massa nei confronti di 918 suoi aderenti, compresi 219 bambini, presso Jonestown in Guyana.

Nella maggioranza dei gruppi apocalittici con tendenze suicide-omicide è talvolta presente un messaggio di tipo “ufologico”: il suicidio altro non sarebbe che il mezzo per abbandonare il proprio corpo, prima della distruzione totale, per poter essere trasportati dagli extraterrestri in lontane galassie nelle quali vivere finalmente in pace ed armonia. I leader si presentano dunque come i prescelti per accompagnare il gruppo in questo passaggio che si rivela, spesse volte, fatale. Non esistono purtroppo solo sette apocalittiche e culti ufologici a confondere ed irretire le menti di coloro che sono in ricerca dell’assoluto. Soprattutto i giovani vengono ammaliati da loschi figuri appartenenti a gruppi magici e purtroppo anche a sette sataniche.

Sebbene parte dell’opinione pubblica, dei mass media e di una parte degli “addetti ai lavori” tenda a sminuire il numero dei reati commessi da tali nefaste aggregazioni (riducendoli in pratica solo agli efferati delitti commessi dalla setta le “bestie di satana” e all’omicidio a Chiavenna di suor Maria Laura Mainetti da parte di tre ragazze minorenni), in realtà il sottobosco di reati connessi al satanismo è ben più esteso: dall’omicidio all’istigazione al suicidio, dagli abusi ai ricatti, dallo spaccio e uso di sostanze stupefacenti (la droga sintetica Lsd è chiamata “la comunione di satana”) alla prostituzione, dalle profanazioni in chiese e cimiteri agli aborti procurati e a molto altro.

Il potere diabolico della setta può arrivare a colpire anche in contesti apparentemente tranquilli e normali. È questo il caso che sembra aver coinvolto una ragazza calabrese appena ventenne che si è buttata dalla finestra del quinto piano della casa di Roma, città dove si era trasferita per studiare Medicina. In un biglietto d’addio, secondo ciò che è stato riportato da alcuni quotidiani, la giovane, prima di compiere il gesto estremo, avrebbe scritto: “Sono stata uccisa dalle sette sataniche”.

La Procura sta ora cercando di comprendere l’accaduto con un indagine per istigazione al suicidio esplorando il passato della giovane, descritta da tutti come una studentessa modello. Cosa intendesse dire la giovane con quelle parole non sono ancora in grado di comprenderlo pienamente, ma di certo il riferimento palese al satanismo getta una luce particolarmente inquietante sull’accaduto.

È importante allora fare proprie le parole di San Pietro quando ammonisce la Chiesa dicendo «siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente in cerca di chi possa divorare». I sacerdoti, in primis, ma anche i cristiani e tutte le persone di buona volontà, hanno il compito di incarnare la figura del buon pastore che aiuta e protegge il proprio gregge dalle molteplici insidie del nemico.

La formazione e la preghiera sono i due strumenti che permettono di conoscere, prevenire e contrastare le tante situazioni di pericolo vissute dall’uomo di oggi e, in particolare, dai giovani, sempre particolarmente ricettivi ma altrettanto vulnerabili. È importante fare leva sul desiderio di novità e di assoluto di quest’ultimi affinché si dirigano verso il sommo bene, lontani dalle tante trappole dell’occulto.

6 dicembre 2013

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