L’armonia tra fede e ragione, equilibrio tra il già e il non ancora

Inaugurando l’anno accademico dell’Università Europa di Roma, il cardinale Bertello ha tenuto la Lectio magistralis indicando nella consapevolezza del proprio limite «la vera sapienza» di Maria Elena Rosati

Equilibrio tra fede e ragione, conoscenza, formazione alla responsabilità: questi i temi al centro della cerimonia che si è tenuta ieri per l’inaugurazione del nono anno accademico dell’Università Europea di Roma. Un’università giovane e in continuo sviluppo; «una bellissima comunità accademica – ha detto nel saluto iniziale il rettore padre Luca Gallizia, succeduto lo scorso settembre a padre Paolo Scarafoni – in cui si respira un clima non comune di collaborazione, accoglienza, capacità di apertura e di dialogo». Il rettore dell’ateneo affidato ai Legionari di Cristo ha fatto riferimento alle parole rivolte da Papa Francesco al mondo della cultura, lo scorso 22 settembre, e alla “sfida” mossa alle università cattoliche ad essere luogo di discernimento, di promozione della cultura del dialogo, di formazione alla solidarietà. Sfida che l’Università Europea affronta puntando sull’offerta formativa – sette corsi di laurea, master, corsi di alta formazione e scuole di specializzazione – e sul dialogo costante con il mondo dell’impresa, la realtà internazionale e il territorio, attraverso iniziative culturali e di solidarietà, in un cammino che mette al centro la formazione umanistica. L’obiettivo: «Stimolare docenti e allievi a sollevare lo sguardo verso orizzonti più ampi – ha detto il rettore – e affrontare le domande di senso che interrogano l’uomo».

Identità e missione dell’università cattolica sono state anche al centro della Lectio magistralis tenuta dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente del governatorato del Vaticano e membro del gruppo di otto cardinali chiamati da Papa Francesco come consiglieri nel governo della Chiesa. Considerando l’intelligenza umana «non solo operativa, gestionale, meccanica, ma aperta alla trascendenza», il cardinale ha spiegato l’armonia tra fede e ragione in ambito scientifico, basata sulla duplicità del “già” – «i dati acquisiti, tutto ciò che è, indipendentemente dal fatto che io lo sappia» – e del “non ancora” – «scoperta concreta dell’equilibrio tra verità rivelate e verità razionali nei diversi campi del sapere». Rispondendo poi alla domanda di uno studente su come accogliere le sfide del tempo presente, il cardinale ha sottolineato l’importanza della coerenza tra vita ideale e reale, e dell’attenzione all’identità e alla specificità di ciascuno, accettando le proprie debolezze.

«La consapevolezza del proprio limite è la vera sapienza – ha evidenziato il porporato -, perché crescere intellettualmente non vuole dire valere più degli altri ma essere consapevoli che le realtà da comprendere sono sempre di più di quelle che si possono abbracciare con il pensiero e la tecnica». Infine, prima di ricevere una copia del neonato giornalino universitario, dono del Laboratorio di comunicazione da dare al Papa, Bertello ha invitato gli studenti a realizzare la missione di «formarvi, per esser ciascuno nella propria disciplina coscienza critica, a servizio della cittadinanza e del bene comune, e testimoni di Cristo di fronte a tutti».

Assente per motivi istituzionali, Gianni Letta ha inviato un messaggio sul tema dell’università come luogo di formazione alla responsabilità: «L’ università è il luogo in cui si impara a usare la ragione per puntare al nocciolo incandescente della verità -ha scritto, parlando dell’importanza della formazione della persona, contro la “formattazione” sul pensiero unico -. Il compito è oggi formare ed essere formati alla responsabilità entro una crescita di pienezza e di libertà».

5 marzo 2014

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