Lazio, è record italiano di prestiti tra familiari

Secondo il rapporto Censis-Unipol il 40% delle famiglie italiane è impegnato in una rete di supporto informale, fornendo aiuto ai familiari in difficoltà economica. Nel Lazio il dato arriva al 55% di Christian Giorgio

Il 55% delle famiglie del Lazio è impegnato in una rete di supporto economico nei confronti dei familiari in difficoltà. Lo rivelano i dati della ricerca sul welfare realizzata da Censis e Unipol, con la collaborazione del Consiglio regionale Unipol del Lazio, nell’ambito del progetto “Welfare Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali”. Si chiamano, di solito, “ammortizzatori sociali” quelle misure finalizzate al sostegno del reddito di coloro che si trovano in una situazione di disoccupazione o di disagio economico. Di solito, però, sono misure introdotte a livello governativo. Nel caso delle famiglie italiane, questo tipo di ammortizzatori – privati in questo caso – sono praticati dal 40% di esse. Nel Lazio, inoltre, tra le tipologie di supporto più frequenti c’è il prestito – infruttifero – di denaro o altri beni, che riguarda quasi una famiglia su cinque (il 18,1%), ben oltre la media nazionale (l’8,2%, meno della metà).

Andando a scavare più approfonditamente nell’analisi di questa vasta rete di supporto, che nasce con caratteristiche economiche ma che poi implica tutta una serie di conseguenze a livello sociale, si nota che un’altra delle tipologie di sostegno più frequenti all’interno dei nuclei del Lazio è l’aiuto agli anziani, il 17,6% contro il 9,8% medio. I costi che gravano di più sulle famiglie sono quindi orientate all’assistenza dei “nonni”, a quella dei bambini e al mantenimento dei Neet, acronimo inglese di “Not in education, employment or training” (indica individui che non stanno ricevendo un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego, né sono impegnati in altre attività come tirocini, lavori domestici etc.). Sono costi, si legge nella ricerca, che gravano pesantemente sulle famiglie a fronte di «una copertura pubblica carente».

20 settembre 2013

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