Le Banche Etiche verso un riconoscimento Europeo

Approvato dalla Federazione un documento che fissa le caratteristiche di questi soggetti economici e ne dà una definizione condivisa. Attesa per il via libera dalla Commissione europea di Fabio Salviato

Martedì 17 aprile, Bruxelles, Rue du Progrès 333: è la sede di Febea (Federazione Europea delle Banche Etiche ed Alternative), ma anche quella di un socio storico della Federazione, Hefboom. C’è il consiglio di amministrazione della Federazione, tra i 10 punti all’ordine del giorno un punto è particolarmente importante: Definizione di una Banca Etica e Alternativa.

Camminando lungo il viale che dalla stazione (Gare du Nord) porta alla sede (circa 2 km), non potevo non ritornare velocemente con i ricordi a quella fredda mattinata d’autunno del 2000, quando per la prima volta, fra vento e pioggia, mi incamminavo verso Rue du Progrès 333. Anche quella prima volta era una giornata storica, perché alla fine dell’incontro decidemmo di costituire la Federazione Europea delle Banche Etiche ed Alternative.

Il 17 aprile scorso c’è stata una nuova tappa importante. Dovevamo approvare un documento fondamentale: dopo più di un anno di discussione la Federazione è arrivata a una definizione condivisa che traccia per la prima volta nella storia della finanza etica le principali caratteristiche di una banca etica e solidale. La richiesta era arrivata nell’estate del 2011 dal commissario Barnier, Commissario all’integrazione europea, che da tempo si interessa di definire un quadro, anche normativo, per gli investimenti e le imprese sociali, al fine di dotare la società civile di strumenti adeguati, sia finanziari che non. In particolare la richiesta specifica del commissario Michel Barnier era : «Cosa differenzia veramente le banche etiche dalle banche tradizionali?»

È servito un anno di lavoro, di confronto, e non è stato semplice mettere d’accordo i diversi soci della Federazione, con le loro differenti esperienze e modalità organizzative, per esempio le banche scandinave con le banche latine. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta: un’ultima lettura, alcune brevi considerazioni e poi l’approvazione all’unanimità. Nei prossimi mesi presenteremo direttamente a Barnier il documento per iniziare l’iter che dovrebbe portare a un riconoscimento della finanza etica da parte della Commissione Europea, un passo fondamentale nel processo di riconoscimento di realtà che oramai da circa 40 anni operano in Europa.

Ma ecco quali sono le caratteristiche fondamentali di questo primo documento.
Ridefinire le motivazioni che hanno portato alla costituzione delle banche, in particolare il fatto che «l’istituzione banca risponde con le banche etiche ad un cammino interrotto all’inizio del ventesimo secolo, per tornare ad essere strumento di sviluppo per il territorio e per nuove iniziative sociali ed ambientali. Un cammino in controtendenza rispetto a quello percorso dalle banche commerciali, sempre più orientate ad utilizzare la leva finanziaria per la realizzazione di profitti sempre maggiori, contribuendo alla finanziarizzazione dell’economia e creando le premesse per una serie di crisi finanziarie che continuano ancora oggi a pesare sulle vite di milioni di cittadini».

Nel documento è stato altrettanto importante sottolineare che cosa effettivamente distingue una banca etica da una banca ordinaria?
Lo scopo: lo scopo primario di una banca etica è quello di operare per il bene comune e di assicurare il diritto al credito attraverso un’attività bancaria che consiste nel raccogliere denaro e fondi e reinvestirli, sotto forma di credito, soprattutto a progetti ti tipo sociale ed ambientale.

Provenienza del denaro: una banca Etica non accetta denaro “sporco”, ovvero proveniente da attività illecite, da organizzazioni per delinquere o di stampo mafioso, da industrie armate o altamente inquinanti, o denaro non dichiarato.

Destinazione del denaro: La banca etica indirizza la raccolta ad attività socio-economiche finalizzate all’utile sociale, ambientale e culturale, sostenendo – in particolare mediante le organizzazioni non profit – attività di promozione umana, sociale ed economica delle fasce più deboli della popolazione.

Tra le principali caratteristiche di una banca Etica sono state indicate nel documento: Sono esclusi dai finanziamenti progetti sviluppati in settori considerati “controversi” (armamenti, ogm, industria del tabacco e dell’alcool, gioco d’azzardo, violazione dei diritti umani, collaborazione con regimi oppressivi, ecc.)

Tra le modalità di utilizzo del denaro i principali criteri sono:
– Una banca Etica mette l’attività creditizia al servizio dell’Uomo e non ha quindi la ricerca esclusiva del profitto come scopo principale
– Gli impieghi di una banca etica sono gestiti in modo trasparente: al risparmiatore viene data la possibilità di conoscere la destinazione dei finanziamenti
– Una banca Etica non crea filiali con scopi finanziari/fiscali in paesi con alto livello di segretezza.

Da maggio inizia un percorso importante che potrebbe portare entro la fine del 2012 ad un importante riconoscimento della finanza etica da parte della Commissione Europea. La strada e il percorso sono stati tracciati, è finalmente arrivato il momento che le istituzioni comincino a riconoscere una realtà, cioè la finanza e le banche etiche, che soprattutto in questa fase di crisi potranno rappresentare un riferimento importante per la costruzione di un sistema economico solidale.

2 maggio 2012

Potrebbe piacerti anche