“Le giornate del dramma sacro”
Nel chiostro di San Gregorio al Celio, la rassegna-concorso dedicata a Giovanni Paolo II e organizzata da Pastorale giovanile e Forum Teatri di Ilaria Sarra
Il teatro è comunicazione. Quando poi trova un punto d’incontro con la cultura cristiana e la fede, si trasforma nella prima rassegna-concorso organizzata dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile in collaborazione con l’associazione Roma Forum Teatri (www.romaforumteatri.it). La manifestazione si terrà il 7 e l’8 giugno, con inizio alle 20.45 in entrambe le serate, presso il chiostro della basilica di San Gregorio al Celio e avrà come tema: “Le giornate del dramma sacro”. La rassegna è dedicata a Giovanni Paolo II, anche lui attore negli anni della gioventù.
«Papa Wojtyla ha raccontato spesso della sua passione per il teatro», dice don Grzegorz Piotr Mrowczynski, referente per l’attività teatrale della diocesi. Nelle due serate di spettacoli si alterneranno sette compagnie parrocchiali e amatoriali che porteranno in scena opere originali e non, riferite a episodi della Sacra Scrittura, alle vite dei santi o ai valori cristiani. «Amatoriale non vuol dire di poca qualità – precisa Maurizio Navarra, presidente di Roma Forum Teatri e autore dell’opera “Giuda Iscariota” rappresentata dalla compagnia Attrezzi di scena -; noi cerchiamo di fare cultura anche portando i nostri spettacoli in parrocchie di frontiera». «L’autenticità e il credere in quello che facciamo – prosegue – sono i punti fondamentali per conquistare il pubblico, anche attraverso la fede che abbiamo».
Una giuria composta da cinque membri valuterà i lavori (ognuno dei quali potrà avere una durata massima di 30 minuti), e i tre vincitori avranno la possibilità di replicare gli spettacoli in altre occasioni. «Una di queste potrebbe essere la giornata del 16 ottobre – ha annunciato don Grzegorz -, data che coincide con l’ascesa al soglio pontificio di Papa Wojtyla». «Con il nostro gruppo, formato da una ventina di elementi, in prevalenza giovani – sottolinea don Raffaele Giacopuzzi , responsabile della compagnia La Trinitars -, cerchiamo di portare gioia in tutti i luoghi in cui ci esibiamo, con professionalità e veicolando il messaggio cristiano». Stesso concetto espresso da Elisabetta Coli, che ha riadattato in un’«elegia del cristianesimo», come afferma, l’opera “Il lungo pranzo di Natale” di Thorton Wilder, portata in scena da I cerini. «Il nostro lavoro teatrale – aggiunge la Coli – può diventare anche un’esperienza di catechesi, per noi e per gli altri».
4 giugno 2008