Le sculture di Palazzo Altemps

Tantissime le opere d’arte custodite all’interno, ma la più nota e discussa è il “trono Ludovisi” (foto) di Francesca Romana Cicero

Palazzo Altemps ospita prestigiose collezioni di scultura antica appartenute a nobili famiglie romane e in seguito divenute proprietà dello Stato. L’allestimento prevede la distribuzione delle sculture all’interno del Palazzo, ricalcando il programma decorativo di età tardo rinascimentale voluto dal Cardinale Altemps. Nel cortile e sullo scalone le sculture Altemps hanno mantenuto l’originaria collocazione, mentre nelle sale al pianterreno e al primo piano sono esposte le collezioni Boncompagni Ludovisi, Mattei, del Drago e la raccolta Egizia.

Le sale espositive – la cui illuminazione non sempre è adeguata – attestano il godimento estetico del passato per le falsificazioni di originali del mondo classico, apprezzate come creazioni artistiche in toto. Le decorazioni sul soffitto, eseguite da maestri italiani e fiamminghi, esaltano la solennità di celebri gruppi scultorei, frammenti di affreschi del I sec. d.C. (rinvenuti durante i lavori di scavo) e servizi da tavola di epoca rinascimentale.

Tra le principali sculture ricordiamo la splendida testa di “Ares” restaurata dal Bernini; “Elettra in colloquio con il fratel suo Oreste”, che si consolano a vicenda dopo aver tagliato i capelli in segno di lutto presso il sepolcro di Agamennone; il “Guerriero Seduto”, che doveva probabilmente far parte di una decorazione frontonale; la “Juno”, presunto ritratto di Antonia Minore, madre dell’imperatore Claudio, divinizzata dopo la morte. Quest’opera fu ritenuta un originale greco da Winckelmann e particolarmente apprezzata da Goethe, quale simbolo di olimpica bellezza, che poteva essere assunto a manifesto del neoclassicismo. E ancora la grande testa arcaica dell’ “Acrolito”, rinvenuto nei giardini della villa Ludovisi; il “Galata morente suicida” dopo aver ucciso sua moglie, il gruppo commemorativo di una vittoria su una popolazione celtica che preferisce il suicidio alla cattività.

Infine, il famoso “trono Ludovisi”, il pezzo più pregiato e discusso della collezione. Frontalmente appare raffigurata la nascita di Afrodite, mentre ai lati del trittico sono state riconosciute una flautista con i capelli raccolti, appartenente al mondo raffinato delle étere colte, e una giovane sposa che sparge grani di incenso su un braciere; figure entrambe alludenti alla dea, protettrice dell’amor sacro e profano. Trittico definito trono, perché in origine ritenuto sedile di dimensioni ridotte per la colossale statua della dea, di cui si conserva la testa. Probabilmente i due lati svolgevano la funzione di parapetto per la rituale sacra rappresentazione della dea, di cui si faceva apparire miracolosamente un simulacro o una sacerdotessa che ne recitava la parte.

La monumentalità del Palazzo si confà a suddette opere, pregevoli storicamente ed esteticamente la cui fruizione, tuttavia, potrebbe non risultare agevole al visitatore odierno, allettato da eventi e spazi museali maggiormente sponsorizzati e sostenuti da apparati critico-didascalici più incisivi ed esposizioni più scenografiche. Godibile la loggia – sopra il portico meridionale – interamente decorata da affreschi, attribuiti al Viviani: si offre come una sorta di giardino incantato, con piante di diversa fioritura e viti che sembrano creare sospese architetture prospettiche. Dispersa è la raccolta di manoscritti, in parte venduta a famiglie romane.

Palazzo Altemps, piazza Sant’Apollinare 48. Orari: da martedì a domenica dalle 9 alle 19:45. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietto: intero 5 euro, ridotto 2.50 euro. Per informazioni: 06 39967700; convenzioni per tour operator 06 39080725.

21 febbraio 2007

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