«Lei dunque capirà»: Magris ritorna su un mito

Rivistazione moderna della storia di Euridice, nell’opera in cartellone al Piccolo Eliseo e diretta da Antonio Calenda di Toni Colotta

“Lei dunque capirà”, un titolo insinuante così, sospeso in aria, apposto da Claudio Magris a una delle sue opere puramente letterarie. Diverse da quegli squarci di memoria storico-geografica che gli hanno dato fama. Il titolo è l’ultimo capoverso del monologo rivolto da una donna “reclusa” nel luogo estremo di riposo, al presidente della “Casa” che si immagina in ascolto silente. Come il lettore. Ma quella voce monologante è la riscrittura odierna di un mito, Euridice, per amore della quale Orfeo ha ottenuto la speciale concessione di condurla “fuori”.

Tutto questo e il relativo scioglimento, diverso dalla mitologia, troviamo nella riduzione teatrale che lo stesso Magris ha affidato al regista Antonio Calenda per trarne lo spettacolo che è ora al Piccolo Eliseo Patroni Griffi. La donna – Daniela Giovanetti, appassionata interprete (nella foto) – è sul limitare dell’uscita: rievoca, fa chiarezza sul rapporto con l’amato, ne racconta debolezze e forza. Per Magris «il mito greco da oltre tremila anni è un’interpretazione del mondo, un codice che ci fornisce la chiave per comprendere tutto ciò che accade, anche nel tempo attuale».

28 gennaio 2007

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