L’estro di Arturo Brachetti per “Avenu Q”

Il musical newyorkese arriva all’Olimpico con un tocco di italianiatà. Originale l’accostamento di pupazzi antropormorfi alla presenza di attori in carne ed ossa di Toni Colotta

A Roma impazza il musical. Nell’attesa di “Cats” al Sistina direttamente da Broadway, l’Olimpico di piazza Gentile da Fabriano offre un altro frutto della fucina newyorkese, “Avenue Q”. Ma con un tocco di italianità che porta la firma di Arturo Brachetti.

L’idea portante di questa commedia musicale è assai originale: associa sulla scena pupazzi caricaturali di persone e bestie ad attori e attrici in carne ed ossa, che li muovono come burattini dando loro la propria voce. I personaggi della vicenda – scritta da Jeff Whitty con musiche e liriche di Robert Lopez e Jeff Marx – non rimandano a mondi fantastici, come d’uso per il teatro di pupazzi animati destinato all’infanzia. Ma evocano una realtà del nostro tempo, in cui i «tipi» antropomorfi disegnati da Brachetti con eleganza ironica, vivono fatti della cronaca comune, in un ambiente suburbano.

«Q» del titolo contraddistingue una strada periferica lontana dalla «A» riservata al centro cittadino. Vi si incrociano esperienze, gioie, dolori, destini di persone «senza importanza» ma autentiche dietro quelle «maschere», anche negli aspetti degradanti della vita. E ne fa spettacolo consigliabile a spettatori adulti che sappiano mediare, nei confronti dei bambini, gli aspetti scabrosi. “Avenue Q” a Broadway sta assumendo contorni da «mito»: 6 anni di trionfali repliche, fra i maggiori successi del musical.

26 ottobre 2009

Potrebbe piacerti anche