L’Oriente fa tappa al Palazzo delle Esposizioni
In mostra tra luci soffuse e profumi speziati oltre 150 manufatti provenienti dai sentieri della seta. Una sezione dedicata ai rapporti con le repubbliche marinare di Francesca Romana Cicero
La mostra “Sulla via della seta” al Palazzo delle Esposizioni, organizzata dall’American Museum of Natural History di New York in collaborazione con l’azienda, già nel titolo evoca l’interesse per un “altrove” lontano e meraviglioso, esotico ed appassionante. Costituito da un intreccio di percorsi, tracciati tra il VII e il XIV secolo, da mercanti, pellegrini, esploratori e soldati che, superati i ristretti confini dell’Europa, attraversarono deserti e scalarono montagne verso l’Asia. Scopo dei loro viaggi era lo scambio di beni di lusso (seta, oro e metalli preziosi, pelli, porcellane), il reperimento di testi sacri, la diffusione di culture e religioni, la conoscenza e la dominazione di popoli lontani.
Quest’intreccio d’itinerari e scambi culturali venne definito nel 1907 dal geologo e geografo tedesco von Richthofen “via della seta”. Oggetto sin dall’epoca comunale e mercantile di cronache, resoconti di viaggio, relazioni di missionari e letteratura, oggi la via della seta soddisfa il gusto d’esotismo e gode della rinnovata attenzione per la Cina, potenza economica mondiale dominante.
La mostra, pur ospitando più di 150 manufatti originali tra opere d’arte, tessuti, parati, oggetti in vetro e bronzo provenienti da prestigiosi musei di tutto il mondo, è particolarmente indicata per i ragazzi della scuole medie.
Situata al pianterreno del Palazzo, si apre ad effetto: tre cammelli, a dimensioni naturali, accolgono il visitatore. La ricostruzione degli itinerari avviene attraverso quattro città simbolo: Chang’an (oggi Xi’an), la capitale cosmopolita della dinastia cinese dei Tang; Turfan, città oasi del deserto del Gobi; Samarcanda (in Uzbekistan), grande centro mercantile e culturale; e infine Baghdad, capitale del mondo islamico e sede del califfato. Itinerari che caddero in declino quando, tra il IX e X secolo, a essi fu preferita la via del mare.
Il percorso si snoda, a luci soffuse, tra modelli, mappe, ricostruzioni, percorsi interattivi, video installazioni e pannelli informativi di chiara e rapida divulgazione. Accompagnano inoltre il visitatore suoni di antichi strumenti musicali, e profumi che si sprigionano sollevando il coperchio di giare d’argilla. È osservabile la riproduzione di un sofisticato sistema d’irrigazione del deserto, l’impareggiabile tecnica della lavorazione della seta, la fabbricazione del vetro e della carta, un orologio ad acqua e un astrolabio della Baghdad del XIII secolo.
Apprezzabile soprattutto da visitatori adulti, invece, è la sezione, realizzata in esclusiva per l’edizione italiana, che approfondisce il rapporto con l’estremo Oriente negli ultimi secoli del Medioevo di alcune città del nostro Paese – soprattutto le repubbliche marinare di Venezia e Genova. Interessanti le possibili contaminazioni tra le culture, riscontrabili in decorazioni e/o tessuti di paramenti e nell’iconografia di soggetti sacri in tavole medievali. In tal senso si segnala la dalmatica del parato di papa Benedetto XI. Non potevano mancare i documenti originali su Marco Polo: in mostra il testamento, l’inventario dettagliato degli oggetti che gli appartenevano e versioni manoscritte o a stampa de “Il Milione”.
Sulla Via della Seta c/o Palaexpo, via Nazionale 194. Fino al 10/3/ ‘13. Orari: dalla domenica al giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso. Biglietto: intero € 12,50; ridotto € 10,00 (per tutte le mostre in corso al Palaexpo). Integrato Palaexpo e Scuderie del Quirinale: intero € 20,00; ridotto € 16.00. Informazioni e prenotazioni: tel. 06 39967500; scuole 848 082 408.
8 gennaio 2013