Luce e sacro alla Chiesa degli Artisti

A Santa Maria in Montesanto le installazioni «Di luce propria» realizzate dagli artisti Emanuela Fiorelli (nella foto) e Paolo Radi all’interno della rassegna «Una porta verso l’Infinito» di Salvatore Cernuzio

«Nello spazio intimo la dimensione del sacro è essenza indeterminata è vuoto pieno di luce». Partendo da questa concezione sacra della luce, Emanuela Fiorelli e Paolo Radi realizzano per lo spazio di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo, la doppia installazione «Di luce propria», nell’ambito della sezione Installazioni del progetto del Vicariato «Una porta verso l’Infinito».

Le due opere, il cui vernissage si svolgerà domenica prossima, alle 18.30, sono in dialogo con la basilica, strettamente legate alla sua architettura e composte da forme geometriche e percorsi percettivi che rimandano al tema della Pasqua. Entrambi gli artisti riflettono, infatti, sul valore di questo tempo cruciale dell’Anno liturgico, quale passaggio dalla morte alla vita attraverso la risurrezione di Cristo.

Emanuela Fiorelli posiziona teche in plexiglas nelle sei cappelle laterali della Chiesa degli Artisti che, attraverso un gioco di luci e immagini architettoniche, moltiplicano le figure barocche degli spazi che le contengono. L’opera di Radi è invece un mausoleo del silenzio che emerge dal pavimento al centro della basilica, da cui affiorano geometrie sottili che creano ombre e trasparenze e, a loro volta, ricreano uno spazio metaforico verso una dimensione effimera che sfugge ai sensi terreni.

12 aprile 2013

Potrebbe piacerti anche