Lucini e le scommesse della paternità

“Solo un padre”: le avventure di un giovane che deve prendersi cura della figlioletta di appena dieci mesi di Massimo Giraldi

Va segnalato, anche oggi, un film italiano. Si tratta di “Solo un padre”, quarta prova di Luca Lucini, nato a Milano nel 1967. Carlo, trentacinquenne, si dedica ogni giorno al lavoro di dermatologo con una inguaribile ansia dentro. Deve infatti accudire sua figlia Sofia, di appena dieci mesi, inventandosi ogni giorno la capacità di andare incontro ai bisogni della piccolina. L’aiuto dei genitori è importante ma Carlo vuole provare a fare tutto da solo, trasmettendo anche calore affettivo. La conoscenza occasionale di Camille lo aiuterà nei momenti difficili, e tuttavia fare il padre diventa la scommessa da superare.

Ispirato al romanzo di Nick Earls “Avventure semiserie di un ragazzo padre”, il racconto affronta con bella grinta un tema difficile e risolto dalle fiction nostrane in forme sbrigative e prevedibili, spesso al negativo. Qui il regista ha il coraggio di recuperare il significato della paternità nei suoi aspetti etici, mettendo in primo piano l’amore per la vita che comincia. Lucini aggredisce la vicenda con una scrittura incisiva e originale, riuscendo ad equilibrare dramma e commedia e a superare qualche caduta nel melodrammatico. Molti elementi interni alla storia (il ruolo della mamma che non sveliamo) rendono il film vedibile anche a livello di riflessione.

1 dicembre 2008

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