Monumenti illuminati contro la pena capitale

L’ottava edizione di “Città per la vita. Città contro la pena di morte”, promossa ormai da otto anni dalla Comunità di Sant’Egidio per sensibilizzare sull’approvazione di una moratoria universale di G. R.

Luci accese contro la pena capitale. Si illuminano il Colosseo, l’Atomium di Bruxelles, la cattedrale di Barcellona. E centinaia di monumenti, in 1.134 città – tra cui 58 capitali – di 81 Paesi dei cinque continenti. Domenica sera (a Roma a partire dalle 19) si accendono le “Città per la vita. Città contro la pena di morte”, manifestazione promossa dalla Comunità di Sant’Egidio ormai da otto anni. Mentre il 30 novembre, in tutto il mondo, si terranno conferenze e incontri sul tema. Una data non casuale. Ricorda infatti la prima abolizione, da parte di uno Stato europeo, della pena capitale: fu il Granducato di Toscana nel 1786.

«L’approvazione, negli ultimi due anni, di due risoluzioni per una moratoria universale della pena capitale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – sostengono dalla Comunità di Sant’Egidio – confermano un sentimento mutato del mondo per una nuova soglia, più alta, di rispetto dei diritti umani. La pena capitale è un residuo del passato, come a lungo sono stati schiavitù e tortura, poi rifiutati dalla coscienza del mondo. Tuttavia, la strada verso l’abolizione della pena capitale resta lunga e difficile e necessita di un’azione decisa e a lungo termine in vista della implementazione della risoluzione e dell’abolizione definitiva, universale, della pena di morte. In tal senso, la manifestazione rappresenta un’importante iniziativa che nel corso degli anni ha riunito numerose amministrazioni locali e società civili, per offrire e promuovere universalmente questa battaglia tanto decisiva per l’umanità intera».

27 novembre 2009

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