Museo Pio Cristiano

Inaugurato il nuovo allestimento, nel V centenario dei Musei Vaticani. Lo illustra il direttore Buranelli di Francesca Romana Cicero

In occasione dei festeggiamenti del V centenario dei Musei Vaticani che, a partire dal famoso ritrovamento sul Colle Oppio nel 1506 del gruppo statuario del “Laocoonte”, grazie alla generosità e alle raffinate intuizioni artistico-culturali dei Papi, è straordinaria testimonianza del genio umano e specchio del cielo da cui l’uomo trae ispirazione, è stato inaugurato il nuovo allestimento del Museo Pio Cristiano.

Istituito nel 1757, il Museo raccoglieva e preservava oggetti confluiti nella prima metà del secolo nella collezione della Biblioteca Vaticana per volere di Papa Lambertini, Benedetto XIV, con l’intento di «promuovere lo splendore di Roma e di affermare la verità della religione cristiana», come recitava l’iscrizione che ne sormontava l’ingresso. La raccolta ospitava soprattutto antichità paleocristiane, in gran parte di provenienza cimiteriale (medaglie, cornici, vetri incisi e dorati, avori, e così via), collocate in armadi in radica di noce, eseguiti dai migliori artigiani del tempo, sui quali vennero posti i busti di 24 cardinali bibliotecari realizzati da Valadier.

Dal 1999, per disposizione di Papa Giovanni Paolo II, i Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana sono stati trasferiti alle cure dei Musei Vaticani, il cui direttore, Francesco Buranelli, così ha illustrato i criteri di carattere topografico e tipologico adottati per la presentazione del materiale nel nuovo allestimento: «Dopo una parte introduttiva dedicata alla rievocazione dell’esposizione settecentesca, l’allestimento procede alla presentazione contestuale dei reperti di origine catacombale, secondo un ordinamento topografico che vede succedersi, da nord a sud, i cimiteri delle vie Salaria, Nomentana, Tiburtina, Labicana, Latina, Ardeatina e Portuense. Concludono la rassegna materiali provenienti da altri siti italiani, africani e orientali».

Della seconda parte dell’esposizione, distribuita nelle vetrine orizzontali fatte realizzare dal Beato Pio IX alla metà dell’Ottocento, il direttore ha invece evidenziato il carattere tematico e la finalità di far risaltare «la straordinaria qualità e varietà tipologica di talune classi di materiale particolarmente rappresentate in collezione, come quelle delle lucerne, dei vetri dorati, dei vetri incisi e dei cristalli di rocca, degli anelli e delle medaglie devozionali» e ha ricordato come, per l’occasione, la splendida serie degli armadi in radica di noce sia stata restaurata «nelle sue componenti pittoriche e di carpenteria, mentre le vetrine hanno beneficiato di un impianto di illuminazione a emissione fredda in grado di valorizzare, per la prima volta, il materiale esposto al loro interno».

Nell’intento, dunque, di restituire al grande pubblico importanti pagine di storia e la grandiosità del passato, la speranza e l’augurio di Francesco Buranelli è che la lezione museografica di Papa Lambertini possa essere di «attualità e aiuto all’Europa dei popoli e delle culture che tutti, uomini e donne del nostro tempo, siamo chiamati a costruire».

Il biglietto d’ingresso ai Musei Vaticani dà diritto alla visita dei Musei e della Cappella Sistina per il solo giorno di emissione e consente di visitare, entro i 5 giorni successivi (ivi compreso il giorno di emissione), il Museo Storico e l’appartamento nobile del Palazzo Apostolico Lateranense secondo i rispettivi orari di apertura. Per la visita non occorre la prenotazione e i biglietti non sono rimborsabili: intero euro 12, ridotto euro 8, speciale euro 4. Orario: 8.45-15.20, 8.45-12.20 il sabato (da marzo a ottobre); 8.45-12.20 (inverno); 8.45-12.20 ultima domenica del mese (ingresso gratuito). Chiuso la domenica.

20 marzo 2006

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