Nasce al Bioparco il Museo del crimine ambientale

Sorgerà grazie alla collaborazione con il Corpo forestale dello Stato il primo spazio espositivo in Europa dedicato ai reperti recuperati dalla polizia giudiziaria nella lotta al mercato clandestino di flora e fauna di A. Pil.

Un museo per sensibilizzare sul commercio illegale di flora e fauna in via d’estinzione: è il primo Museo permanente del crimine ambientale, unico nel suo genere in Europa, che sorgerà al Bioparco di Roma, grazie alla collaborazione con il Corpo forestale dello Stato. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi dal capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, e dal presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccia, secondo il quale «i danni provocati all’ambiente e alla biodiversità dalle organizzazioni criminali sono di dimensioni incredibili. Per questo l’educazione del pubblico, in particolare delle giovani generazioni, è fondamentale ed è la missione prioritaria del Bioparco».

La nuova struttura esporrà reperti che vanno dall’avorio grezzo e lavorato a monili e conchiglie; da carapaci di tartarughe a pelli e coralli, fino ai farmaci della medicina tradizionale cinese, realizzati con parti di animali protetti e tutelati dalla Convenzione Internazionale di Washington, che regola il commercio delle specie protette. Tutti oggetti provenienti dalle numerose operazioni di polizia giudiziaria effettuate dal personale del Sevizio Cites del Corpo forestale dello Stato negli ultimi venti anni, sia sul territorio nazionale che all’estero. Solo nel 2011, ad esempio, su quasi 60mila accertamenti – di cui circa 58mila in ambito doganale e il resto sul territorio nazionale – l’organismo ha sequestrato oltre 1.200 animali vivi, tra cui grandi felini, scimmie, pappagalli, rapaci rari, pitoni e testuggini, e conserva oltre 71mila reperti.

Il mercato clandestino di flora e fauna è uno dei più floridi al mondo, secondo solo a quello della droga e delle armi per numero di persone coinvolte e fatturato, stimato in 260 miliardi di euro all’anno. Si calcola che, a causa dell’uomo ogni anno 100 specie di animali si estinguono. Spesso a favorire il commercio illegale sono l’ignoranza delle norme vigenti, che prevedono anche sanzioni penali, e l’inconsapevolezza di chi acquista. L’Italia è uno dei più importanti mercati di prodotti ed articoli derivati da specie animali e vegetali

L’allestimento del Museo del crimine ambientale sarà curato da professionisti, artigiani e tecnici specializzati insieme a esperti del settore del cinema e, grazie all’impiego di impianti e componenti a tecnologia avanzata, trasmetterà un forte impatto emotivo sui visitatori. Sarà aperto alle scolaresche proponendo uno specifico percorso didattico dedicato agli animali in via d’estinzione e al commercio illegale di fauna e flora, nonché una sezione sui reati in danno agli animali e bracconaggio. La nuova struttura, inoltre, sarà aperta a incontri e dibattiti relativi alla legalità ambientale, mentre il Corpo forestale dello Stato istituirà prossimamente un presidio fisso all’interno del Bioparco. Prevista anche la realizzazione di una emeroteca e di una videoteca, che raccoglieranno contributi specialistici.

«Purtroppo ancora oggi, in varie parti del mondo, l’attività di contrasto al fenomeno della distruzione delle specie in via d’estinzione, a scopo commerciale, miete vittime fra quegli uomini coraggiosi preposti alla tutela dell’ambiente – dichiara il capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone -. Il progetto di un Museo del crimine ambientale costituisce un’occasione unica che offrirà ai cittadini tutte le informazioni necessarie per comprendere l’importanza della conservazione e della tutela della biodiversità planetaria».

21 gennaio 2013

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