Nel Foro i tesori di Santa Francesca Romana
di Marco Frisina
La zona del Foro Romano, centro pulsante della vita di Roma antica, luogo di incontro per i cittadini ma anche centro politico e culturale, subì una decadenza veloce dopo le invasioni barbariche e l’abbandono che ne seguì. Incendi, devastazioni, terremoti, ridussero questo luogo, reso splendido dai marmi e dalle decorazioni dei templi, ad un cumulo di rovine. Nel Medioevo, diversi di quegli edifici furono trasformati in chiese e così riuscirono a salvarsi dalla distruzione totale. Uno di questi luoghi, il Tempio di Venere e Roma, antistante il Colosseo, fu in parte inglobato nella basilica di Santa Francesca Romana anticamente chiamata Santa Maria Nova, per distinguerla da Santa Maria Antiqua, anch’essa edificata all’interno del Foro. La basilica custodisce alcuni capolavori d’arte preziosi, risalenti ad epoche e stili diversi. Dal mosaico del XII secolo che decora l’abside al medaglione di scuola berniniana che raffigura Santa Francesca Romana con l’angelo; dall’icona del V secolo raffigurante la Vergine Glicophilusa, proveniente dalla chiesa di Santa Maria Antiqua, che è posta sull’altare agli affreschi e dai dipinti seicenteschi. Roma custodisce tesori di questo genere, li ritroviamo ad ogni piè sospinto e nacquero attraverso la sedimentazione successiva di secoli di fede e d’arte. Il trionfo del cristianesimo nei luoghi del culto pagano acquista qui una luminosità tutta particolare e ci mostra la forza espressiva della fede che ridona vita alle rovine antiche.
5 luglio 2009