Nuove chiese, l’appello del Papa

Al termine dell’Angelus di ieri, l’invito di Benedetto XVI ad adoperarsi per garantire alla città ambienti adeguati per la liturgia di Federica Cifelli

Anche quest’anno, durante il tempo di Avvento, la diocesi di Roma propone l’iniziativa “Nuove chiese per Roma”. Obiettivo: sensibilizzare la comunità ecclesiale «sulla necessità di costruire nuovi complessi parrocchiali nei quartieri che ancora ne sono privi». Lo ha ricordato Benedetto XVI al termine dell’Angelus di ieri, la domenica che tutta la Chiesa romana ha dedicato alla solidarietà per le nuove chiese, invitando in ogni parrocchia a una vicinanza concreta a quanti ancora sono costretti a ritrovarsi in locali provvisori per le celebrazioni eucaristiche e le attività pastorali. Specie nelle periferie della città, nei quartieri di più recente espansione, dove molte parrocchie sono ancora prive di un vero e proprio luogo di culto.

«Mentre ringrazio quanti con il loro generoso impegno hanno permesso in questi anni di dotare numerose zone di periferia di appropriati centri pastorali – ha detto ancora il Papa -, faccio appello alla sensibilità di tutti, perché ancora molto resta da fare per assicurare ai fedeli di questa città, che continua a crescere, ambienti adeguati per la liturgia, la catechesi e le opere di animazione sociale e culturale». Un problema dunque che è della comunità ecclesiale ma non solo e che l’Avvento di solidarietà per le nuove chiese ripropone come ogni anno all’attenzione della città intera e in particolare di «quanti stimano l’attività della Chiesa». Lo aveva fatto nei giorni scorsi anche il cardinale Ruini, in un messaggio indirizzato a tutti i fedeli, ringraziando anche lui quanti con il loro generoso contributo hanno permesso di realizzare tanti nuovi complessi parrocchiali, dando a molte comunità «la gioia di avere una casa». Una festa che, nel giorno della dedicazione, si apre all’intero quartiere, come lo stesso cardinale ha potuto constatare di persona, presiedendo moltissime volte il rito. «Una cosa mi ha sempre sorpreso – confessa -: non è mai successo che la nuova chiesa, per quanto capiente, fosse sufficiente a contenere tutti i fedeli che, numerosissimi, partecipavano alla celebrazione». Segno che la chiesa è davvero la «casa di tutti.

Diversi al momento i cantieri aperti, mentre in altri i lavori prenderanno il via nei prossimi mesi. Proprio per questo anche il vescovo Ernesto Mandara, segretario dell’Opera romana per la preservazione della fede e la provvista di nuove chiese in Roma – che quest’anno festeggia il 75° dall’istituzione – ribadisce l’esigenza di una partecipazione collettiva e di un sostegno concreto. Diverse le modalità previste: è possibile offrire un aiuto versando il proprio contributo in Vicariato tramite il proprio parroco, o sul conto corrente postale numero 58132002 intestato a “Opera romana per la preservazione della fede e la provvista di nuove chiese in Roma” (Piazza San Giovanni in Laterano, 6/a, 00184 Roma).

12 dicembre 2005

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