Ombre e luci nei ritratti del cinema

Il Museo di Palazzo Braschi ospita una mostra fotografica dedicata ai agli scatti di Manlio Villoresi. I volti di novanta divi raccontano, in bianco e nero, l’evoluzione del cinema italiano di Francesca Romana Cicero

All’indomani della conclusione del festival del cinema di Venezia che ha decretato vincitore del Leone d’oro il film “Pietà ” del coreano Kim Ki-Duk, al Museo di Roma di Palazzo Braschi è in corso una mostra fotografica dedicata ai grandi attori del teatro e del cinema italiano: “Ombre e Luci” (1920 – 1960). Volti del cinema nei ritratti di Manlio Villoresi”.

Titolo che rimanda al ricorso del bianco e nero e dei suoi contorni, che contribuisce alla realizzazione di immagini improntate alla pittura, e a quell’intima essenza metafisica del cinema che, tra finzione e aderenza al vero, racchiude e contamina diverse forme d’espressione. Una contaminazione nella contaminazione, dunque, la presentazione delle fotografie negli spazi espositivi temporanei del Museo, la cui ridotta ampiezza, tuttavia, favorisce un necessario sguardo d’insieme. L’evoluzione del cinema italiano – dagli anni dei “telefoni bianchi” alla “dolce vita” – , è raffigurata attraverso 90 attori e cantanti. Ritratti a mezzo busto, figura intera, in abiti di scena o vestiti dell’epoca, agli esordi o all’apice della carriera, i divi del passato si lasciano ritrarre da Manlio Villoresi (1891 – 1976). Fotografo, figlio d’arte proveniente da Città di Castello, Villoresi fu un ritrattista in voga tra gli anni ’20 e ’60: il suo studio era affollato da protagonisti del mondo dello spettacolo, della politica, dello sport e della cultura.

Tutti gli scatti in mostra provengono dal fondo di oltre 1500 negativi (su lastra in vetro alla gelatina bromuro d’argento) conservati dal 1978 presso l’Archivio Fotografico del Museo. Fondo di cui ne costituiscono la parte più cospicua. Dal punto di vista tecnico, i ritratti eseguiti alla fine degli anni Venti denotano una costruzione artificiale e idealizzata dell’immagine (ad esempio l’uso mirato delle luci o l’effetto del vento fra i capelli). La produzione successiva, invece, si apre all’osservatore: i soggetti raffigurati non ricoprono il ruolo assunto sullo schermo, ma lasciano intravedere risvolti psicologici e riflessi naturalistici che li rendono più umani.

Eleonora Duse, Annibale Ninchi, Franca Faldini, Vittorio Gassman, Anna Magnani, Raf Vallone, Marcello Mastroianni, Isa Pola, Anna Maria Ferrero, Domenico Modugno, Alberto Lupo, per citarne alcuni, sono nomi che indurranno alla nostalgia del ricordo quanti, per età anagrafica o passione per il cinema e la sua storia, concordano con Kafka nel ritenere che le corde della lira dei poeti moderni non sono altro che interminabili pellicole di celluloide. Utile ai più giovani il video che completa l’esposizione; esigua la selezione di costumi cinematografici provenienti dalla Fondazione Annamode.

Ombre e Luci (1920 – 1960) Volti del cinema nei ritratti di Manlio Villoresi c/o il Museo di Roma Palazzo Braschi – presso le sale espositive del piano terra (ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza San Pantaleo, 10). Fino al 28 ottobre. Cura della mostra Anita Margiotta e Alessandra Grella. Catalogo Campisano Editore. Orati: dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00; chiuso il lunedì. Biglietto: Integrato Museo + Mostra: Intero € 9,00; Ridotto € 7,00. Informazioni 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)

11 settembre 2012

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