Pace serenità e dolcezza della Vergine di Raffaello

di Marco Frisina

All’epoca in cui Raffaello affrescava le stanze vaticane, intorno al 1511-12, l’umanista Sigismondo de’ Conti gli commissionò un quadro che raffigurasse la Vergine Maria con il Bambino a cui egli attribuiva l’intervento miracoloso che aveva salvato la sua casa da un fulmine. Il quadro era destinato alla chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, più tardi passò al monastero di Sant’Anna a Foligno da dove fu portato in Francia da Napoleone; quando venne restituito nel 1816 pervenne ai Musei Vaticani dove ora possiamo ammirarlo. Il pittore fece di questo ex voto un capolavoro raffigurando in modo straordinario sia il momento dell’incidente, nel paesaggio in fondo, sia la contemplazione della Vergine Maria a cui il committente si raccomanda e verso cui esprime la sua gratitudine. La dolcezza e la maestà si uniscono nell’immagine della Madre e del Bambino, la capacità del pittore di comporre l’immagine in modo musicale ed elegante dona all’intero quadro un senso di pace e di serenità eccezionale. Il globo luminoso circondato dagli angeli che avvolge la Madonna fa sì che la parte superiore del quadro ci trasporti in una sfera divina in contrasto con la più quotidiana realtà delle figure dei santi e del committente in basso. Il paesaggio che racconta l’evento diviene lo sfondo prezioso che lega meravigliosamente le due parti del dipinto. L’arte e la fede appaiono qui strettamente legate, l’una ispira l’altra e insieme convergono nella mente dell’artista per realizzare un prodigioso capolavoro.

14 dicembre 2009

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