Palazzo Altemps ospita “Inedita”
L’edificio rinascimentale (nella foto) rivive per la prima volta in tempi moderni le fastose musiche liturgiche della Roma secentesca con la rassegna curata da Festina Lente, al via il 18 novembre di Mariaelena Finessi
Uno dei palazzi del Rinascimento romano, ancora oggi conservato nei suoi originari fasti architettonici, rivive per la prima volta in tempi moderni le fastose musiche liturgiche della Roma del Seicento con l’iniziativa “Inedita – Le musiche di Palazzo Altemps” realizzata nell’ambito del Roma Festival Barocco, promosso dall’associazione musicale Festina Lente. Ciò che verrà eseguito dall’ensemble vocale e strumentale diretto da Michele Gasbarro è un ricco repertorio che va dal Cinquecento al Settecento e che per molta parte è ancora sconosciuto, trascritto solo oggi dalle stampe d’epoca e dai codici originali.
Grazie ai quattro concerti in programma, nei quali si farà ricorso ai principali strumenti del tempo, quali tiorbe, organi, cornetti e violini barocchi, sarà possibile far rivivere, come spiega Gasbarro, «l’aulica stagione musicale che il mecenatismo del duca Giovanni Angelo Altemps promosse nel primo ventennio del ‘600». Lo stesso nobiluomo, nipote del cardinale Marco Sittico, a cui si deve il primo teatro, poi denominato Teatro Goldoni, costruito nel palazzo. «Gli straordinari saloni e la prestigiosa cappella, già da qualche anno sede di celebrazioni liturgiche in rito antico – continua il direttore -, saranno gli spazi nei quali verranno riproposti per la prima volta in tempi moderni le musiche “riservate” che i maggiori compositori del tempo scrissero per quel luogo». Le chiese adiacenti di Sant’Agostino e Sant’Apollinare – nel cuore storico della capitale, a due passi da piazza Navona – saranno gli ulteriori scenari, come sottolineano gli organizzatori della rassegna, «entro i quali immergersi per rivivere il dinamismo dell’arte barocca che fu infatti particolarmente fiorente nelle grandi cappelle», come a Palazzo Altemps, dove si avvicendarono compositori e cantori direttamente stipendiati dalla famiglia, oppure semplicemente autori di musiche ad essa dedicate.
Il primo appuntamento, domenica18 novembre (ore 18), è dedicato a Felice Anerio – personalità illustre, che nel 1594 sostituì il defunto Giovanni Pierluigi da Palestrina nella carica di compositore della cappella pontificia – con una selezione dei suoi ventisette “Responsori per la Settimana Santa”. La scelta del luogo – Palazzo Altemps, che attualmente ospita una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano – è suggerita dalla prima esecuzione fatta nel 1606 proprio nello storico edificio. Domenica 2 dicembre nella chiesa della Madonna della Clemenza e di Sant’Aniceto – il Papa di cui il duca Altemps fu agiografo e del quale ritenne di aver rinvenuto le spoglie – dove alle ore 11 si terrà una celebrazione eucaristica in rito antico con l’esecuzione della “Missa Laetentur caeli” in doppio coro dell’aretino Girolamo Bartei: ricostruzione liturgico-musicale che alterna il “Proprio” della messa all’esecuzione di mottetti, brani strumentali e canto gregoriano. E, alle 21, con la stessa “Missa” eseguita però in forma di concerto nella chiesa di Sant’Agostino, dove il compositore ricoprì l’incarico di maestro di cappella dal 1608 al 1610.
Anche nella solennità dell’Immacolata, 8 dicembre, un duplice appuntamento: al mattino (ore 11) una celebrazione in rito antico ancora nella chiesa della Madonna della Clemenza e di Sant’Aniceto – costruzione talmente preziosa da essere definita nei documenti dell’epoca “Aula Dei” o “Jerusalem” -, mentre la sera (alle 19) la “Messa Hor le tue forze adopra” a quattro voci e continuo di Felice Anerio verrà eseguita in forma di concerto a Sant’Apollinare, la basilica che accoglierà infine l’ultima serata, il 19 dicembre, con la “Messa a 12 voci”, in tre cori e dieci strumenti di Anerio, anch’essa tratta dalla “Collectio Major” della dimora altempsiana.
9 novembre 2012