Paul Klee in mostra alla Gnam

La Galleria nazionale d’arte moderna ospita le opere dell’artista di Berna legate al nostro Paese. Esposizione gradevole nonostante l’allestimento non valorizzi i lavori già difficili da comprendere di Francesca Romana Cicero

Alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea la mostra “Paul Klee e l’Italia” presenta una selezione di opere del maestro tedesco, originario di Berna, a confronto con artisti europei come Kandinsky e italiani come Osvaldo Licini o Fausto Melotti. Artisti con i quali ebbe contatti o che subirono la sua influenza. Ambizioso è l’obiettivo della mostra: non è intuitivo comprendere quanto e come Klee, l’espressionista dai colori primari e linee essenziali, abbia tratto ispirazione dalla natura, cultura e architettura italiana per diverse ragioni.

Innanzitutto Klee, come hanno sottolineato le due curatrici Tulliola Sparagni e Mariastella Margozzi, non ha mai raffigurato direttamente l’Italia: le suggestioni sono da ricercare in una meditazione interiore sull’arte e sulla cultura italiana. In secondo luogo, inaspettatamente, il salone centrale dello spazio espositivo destinato alla mostra, e non quello conclusivo, è dedicato al disegno libero del visitatore (soprattutto i bambini) che può rielaborare il modo di dipingere di Klee.

Un’iniziativa che allude all’importanza che Klee attribuiva all’insegnamento, tema che ritorna in un’altra sezione in cui sono proiettati testi delle cartoline che il pittore spediva dall’Italia ai familiari e alla fidanzata, assieme ad alcune composizioni poetiche. Inoltre, per separare visivamente gli spazi destinati al percorso da quelli restanti della Galleria, si è scelto di ricorrere al colore grigio per le pareti che a motivo anche di una debole illuminazione con faretti, non favorisce la valorizzazione di opere già complesse per natura.

In mostra tuttavia ci sono tanti capolavori provenienti in parte da importanti istituzioni museali estere, e in parte dalla Galleria stessa. La distribuzione delle opere segue un percorso cronologico: dai primissimi viaggi in Italia sulle orme di Goethe, passando per Milano, Genova, «dolce mormorante città arroccata in alte rupi sul mare», Napoli, di cui amava l’acquario e il mare che disegnava come un «gigantesco lago», e Roma, arriva alla ricerca dell’equilibrio tra il classico e il primitivo, l’organico e l’astratto etc.

Viaggi nel Mediterraneo compiuti con amore per studio, vacanza e sperimentazione pittorica non ad imitazione della realtà, che invece viene rielaborata intellettualmente. Si pensi per esempio all’influenza dei mosaici bizantini di Ravenna nella sua fase pointellista di “Croci e colonne” (1931). Così come le antiche cromìe, il fascino del “non-finito” della rovina, le testimonianze della bella Italia custodite nei musei e gallerie, diventano fonte d’ispirazione parimenti alla rivoluzione futurista e alla possibilità che essa offre d’inglobare linee e architetture nell’opera stessa. La mostra documenta, infine, anche la fortuna critica dell’artista in Italia, particolarmente apprezzato nelle Biennali, nonostante le scarse relazioni importanti con intellettuali del tempo.

Paul Klee e l’Italia c/o la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea in viale delle Belle Arti 131-Ingresso per disabili: Via Gramsci 73. Fino al 27 gennaio 2013. Curatori: Tulliola Sparagni e Mariastella Margozzi. Catalogo Electa. Orari di apertura martedì – domenica dalle 10.30 alle 19,30 (la biglietteria chiude alle 18,45). Chiusura il lunedì. Biglietti: intero: euro 12,00; ridotto: euro 9,50 (cittadini dell’unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni; docenti delle scuole statali dell’Unione europea); ridotto speciale solo mostre: euro 7,00 (minori di 18 e maggiori di 65 anni) gratuito museo: minori di 18 e maggiori di 65 anni. Informazioni; tel. +39 06 32298221.

4 dicembre 2012

Potrebbe piacerti anche