Pediatri: battere sul tempo il virus dell’influenza
L’appello degli esperti della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica per salvare 300mila bambini “a rischio” di Federica Cifelli
Battere sul tempo il virus dell’influenza, per salvare i 300mila bambini a rischio, per i quali la vaccinazione può rappresentare un vero salvavita. È una sfida per la tutela della salute dei minori quella raccolta dalla Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), che lancia un allarme: oggi solo il 10 per cento dei piccoli appartenenti alle categorie a rischio viene vaccinato contro l’influenza. «Un vero paradosso immunologico», spiega il presidente Alberto Ugazio, responsabile del dipartimento di Medicina pediatrica del Bambino Gesù. Soprattutto in considerazione del fatto che il virus «raggiunge e colpisce prima gli organismi più deboli per poi aggredire il più alto numero di soggetti con un incremento esponenziale».
Per questo gli esperti hanno scelto di utilizzare la stessa «strategia diffusiva» del virus, con l’obiettivo di batterlo sul tempo. «Abbiamo deciso di contattare direttamente le famiglie di bambini e ragazzi con malattie croniche – continua Ugazio -, segnalando loro l’importanza della vaccinazione, per poi raggiungere i pediatri del territorio, i centri specialistici, le società scientifiche». Una divulgazione a tappeto, insomma, che passerà anzitutto attraverso la rete telematica, con migliaia di e-mail di allerta per le famiglie. Tutto per creare una barriera contro la diffusione del virus dell’influenza in quei soggetti per i quali la malattia potrebbe comportare gravi complicanze o anche la morte.
«La vaccinazione contro l’influenza – ricorda il professore che, come presidente della SIAIP, ha inviato una lettera aperta sull’argomento – é efficace e sicura e assume quest’anno una particolare importanza anche per l’allarme influenza dei polli che è ormai alle nostre porte. Pur non proteggendo direttamente dal virus aviario, il vaccino antinfluenzale di cui disponiamo ostacola lo scambio di materiale genetico tra il virus dei polli ed il virus dell’influenza umana contrastando quindi la nascita di un “supervirus” che potrebbe provocare una gravissima pandemia”.
26 ottobre 2005