San Clemente, una visita che attraversa i secoli
Dalla crocifissione del Masaccio all’imponente mosaico absidale
Molti turisti scelgono percorsi cittadini che seguono il filo di un tema. Ma esistono anche luoghi che permettono una visita diacronica di Roma attraverso i secoli. Un domenicano irlandese a fine ’800 volle verificare se, sotto l’attuale, ci fosse traccia dell’antica San Clemente attestata dalle fonti. Rimosse tonnellate di pietre, emerse un’altra chiesa con preziosi affreschi, più grande dell’attuale. Poi si scoprì un terzo strato sottostante: resti della Roma neroniana e della Suburra incendiata, un edificio pubblico dai muri poderosi, un’«insula», un mitreo. Risalendo, un’effigie mariana in cui si cela forse l’imperatrice Teodora, prime tracce della parlata italica dipinte come un fumetto nella leggenda del patrono. Fino alla chiesa duecentesca, dove quasi si affrontano la crocifissione del Masaccio, in cui la Maddalena è una macchia rossa, compendio di ogni pena, e l’imponente mosaico absidale, in cui dalla croce scaturisce rigogliosa la nuova vita: Dio risponde alla domanda di senso che scuote l’uomo di ogni tempo.
23 ottobre 2005