Per la crisi studenti pendolari e lavoratori

L’indagine Eurostudent sulle condizioni di vita degli universitari: la laurea resta un obiettivo, ma 4 ragazzi su 10 lavorano per pagare tasse e libri da Redattore Sociale

Gli studenti italiani e i loro genitori continuano a credere nella laurea. Il titolo di dottore resta un obiettivo, ma la crisi morde e si studiano strategie di “sopravvivenza” per poter studiare: 4 ragazzi su 10 lavorano (6 su 10 nelle famiglie disagiate), 3 su 4 frequentano un ateneo restando in famiglia e di questi 2 su 3 sono costretti al pendolarismo forzato perché la vita da fuori sede è troppo cara. A studiare, però, non si rinuncia e gli universitari si impegnano sui libri più che in passato. È quanto spiega la sesta indagine Eurostudent sulle condizioni di vita e di studio degli universitari italiani (anno accademico 2008/2009) svolta su un campione di oltre 4.400 ragazzi. L’indagine è stata realizzata dalla Fondazione Rui sotto la direzione di Giovanni Finocchietti, in collaborazione con il Miur.

Studiare, un lavoro da 41 ore a settimana. Oggi si studia più che in passato: 41 ore a settimana in media, molte più delle 32 degli anni ’90. Per il 43% dei ragazzi intervistati il corso di studi svolto è ampiamente sostenibile. I fuori sede sono i più studiosi (42,2 ore a settimana). I pendolari seguono di più le lezioni rispetto ai ragazzi in sede.

Pendolari causa crisi. Il 50,6% degli studenti è pendolare per “sopravvivenza”. Studiare da fuori sede costa troppo. I fuori sede sono solo il 24%. Tre su quattro studiano vivendo a casa. Di questi due su tre sono pendolari. Niente “bamboccioni”, avvertono i ricercatori. Se tanti studiano restando a casa è perché c’è più offerta sul territorio e perché ci sono tanti studenti adulti oggi che per età e lavoro non possono spostarsi. Chi vive da fuori sede nel 17% dei casi condivide l’appartamento con altri ragazzi. «È importante che si ponga l’attenzione sul fatto – dice Finocchietti – che ci siano così tanti pendolari che sono quelli meno sostenuti dal diritto allo studio e dalle famiglie. A loro bisogna offrire nuove forme di sostegno».

Quattro su dieci lavorano. la crisi morde e chi studia, spesso, lavora: in media lo fanno 4 studenti su 10. Più sale l’età più è alta la percentuale di lavoratori. I figli di genitori poco abbienti lavorano di più di quelli dei laureati. Fra i 27enni lavora l’83% dei ragazzi. L’impegno medio di chi lavora è 15-20 ore a settimana.

Diritto allo studio per pochi. Sei studenti su 10 dell’indagine non hanno ricevuto aiuti economici. Fra gli aiuti più diffusi c’è l’esonero parziale dalle tasse (18,2% dei casi). «Nonostante la crisi – chiude Finocchietti – i ceti meno abbienti continuano ad investire nella formazione universitaria, vedendo nella laurea un veicolo di mobilità sociale. L’indagine fotografa la situazione all’inizio della crisi i cui effetti dirompenti si stanno ancora manifestando: non bisogna lasciare gli studenti soli a fronteggiare questa situazione».

8 giugno 2011

Potrebbe piacerti anche