Portare in Europa l’appello “Save Aleppo!”

L’invito della Comunità di Sant’Egidio al governo italiano a favorire una soluzione politica globale: «Quella militare è al fallimento, con 160mila morti, di cui 12mila bambini». Creare corridoi umanitari di R. S.

Sono gli onorevoli Lorenzo Dellai e Mario Marazziti a portare avanti la richiesta al governo italiano di sottoscrivere l’appello “Save Aleppo!” e portarlo in Europa. Un’iniziativa per la salvezza della città assediata proposta il 22 giugno scorso alla comunità internazionale dal fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. L’obiettivo: favorire un piano speciale europeo per i corridoi umanitari e fare di Aleppo assediata la prima “città aperta” del Medio Oriente. Nel suo ruolo di guida dell’Unione Europea in questo semestre, dichiarano da Sant’Egidio, «l’Italia deve favorire una soluzione politica globale». Quella militare, intanto, è al fallimento: si contano già 160mila morti, di cui 12mila bambini, e 6 milioni di rifugiati interni ed esterni, si legge in una nota della Comunità trasteverina.

Quello che occorre è una «soluzione politica, ma anche umanitaria», a cominciare da Aleppo, «attraverso un piano speciale in grado di coinvolgere tutti i soggetti, Assad compreso, e la conseguente creazione di corridoi umanitari e di un ponte speciale di aiuti per una città che è ricattata anche dall’assenza di acqua». Questa la proposta della Comunità, a partire dalla constatazione che «il dramma umanitario in Siria non è più solo una questione medio orientale ma mondiale».

Molti i parlamentari, le personalità italiane e internazionali che, insieme all’Unicef, hanno già accolto l’appello lanciato da Riccardi per salvare Aleppo, città-simbolo di una guerra che «rischia di destabilizzare l’intero Medio oriente e di mettere fine alla parola convivenza tra religioni e gruppi etnici, dopo millenni». Di qui l’interpellanza urgente al governo italiano, «perché in un quadro di impotenza internazionale e di fronte a un rivolgimento del nord Mediterraneo, una nuova escalation del conflitto Israelo-palestinese, il cambiamento delle frontiere tra Iraq e Siria e l’islamizzazione cruenta e forzata di intere aree, proprio da Aleppo possa risorgere la speranza».

La risposta è arrivata da Lapo Pistelli, vice ministro degli Affari esteri del governo Renzi, che ha garantito un impegno straordinario dell’Italia per avviare nuovi varchi umanitari in dialogo con la Turchia e per sottoporre l’appello all’intero governo italiano.

14 luglio 2014

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