Preghiera per le vocazioni, la veglia a Santa Croce

La celebrazione organizzata dal Servizio diocesano per le vocazioni e dal Movimento dell’amore familiare di Ilaria Sarra

Chiamati per amore a essere uomini di comunione. Per i giovani seminaristi e sacerdoti e per nuove vocazioni si è pregato, sabato 23 febbraio nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, con una veglia organizzata dal Servizio diocesano per le vocazioni e dal Movimento dell’amore familiare. Il rito è stata presieduto dal vicegerente Luigi Moretti, direttore del Centro per la pastorale familiare, che ha parlato del sacerdote come «una figura indispensabile. Attraverso i sacerdoti la Pasqua del Signore può diventare la nostra Pasqua». Ha aperto la veglia don Stefano Tardani, fondatore del Movimento dell’Amore Familiare, ricordando come la vocazione «sia un grande dono, una grazia da chiedere nella preghiera e che solo Dio può dare».

Monsignor Paolo Selvadagi, rettore del Pontificio Seminario Minore, ha evidenziato l’importanza delle relazioni umane che vengono coltivate prima di tutto in famiglia, «la più vera ed efficace scuola del rispetto». A seguire tre testimonianze. I coniugi Patrassi hanno raccontato la loro esperienza di genitori di Cristiano, un giovane seminarista che diverrà sacerdote il prossimo 27 aprile. La coppia ha parlato delle iniziali difficoltà ad accettare la scelta del figlio finché «non abbiamo capito di stare lottando contro il volere di Dio». Poi è stata la volta dello stesso Cristiano, che ha parlato della sua vocazione, delle paure legate all’idea di essere chiamato «a qualcosa di più grande, che non potevo non seguire», e infine della serenità e della felicità che questa scelta ha portato nella sua vita.

Il cardinale Giovanni Coppa ha raccontato i suoi 60 anni di sacerdozio, spesi tra la Segreteria di Stato Vaticana e Praga, dove è stato nunzio apostolico. Il porporato ha definito il sacerdozio come «un ministero d’amore e il più bel dono di Gesù all’umanità». «L’amore di Dio per noi – ha aggiunto – è un amore folle ed essere prete vuol dire vivere di questo amore». Infine il cardinale Coppa ha parlato della crisi del sacerdozio e ha invitato tutti a pregare: «Dio ha bisogno di sacerdoti, perché loro sono braccia e cuore di Cristo nel mondo».

24 febbraio 2008

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