Presentato il nuovo Stadio della Roma
Un ovale perfetto, con 10 ingressi e 3 gradinate, per accogliere più di 52mila tifosi. Sorgerà a Tor di Valle, come un Colosseo post moderno. Marino: «Prima saranno completate tutte le infrastrutture» di F. Cif.
52.500 posti, aumentabili a 60mila nelle grandi occasioni, con una curva sud da 14mila posti, “staccata” dal resto. Dieci ingressi, contro i 7 dell’Olimpico. E ancora, oltre al campo principale altri due campi regolamentari e uno ridotto, palestre, ambienti per la riabilitazione, il museo storico della Roma e un grande “village” con ristoranti, negozi, megastore di abbigliamento sportivo e spazi per eventi. Il nuovo Stadio della Roma, presentato ieri, mercoledì 26 marzo, in Campidoglio, sorgerà a Tor di Valle (zona Eur) come una sorta di Colosseo post moderno, tra luce e tecnologia, rialzato sull’erba, con le sue tre gradinate, una struttura trasparente e leggera di vetro e acciaio. E naturalmente una forma ovale.
A spiegare l’ispirazione del nuovo progetto, l’architetto statunitense Dan Meis. Dall’esterno, ha spiegato, lo stadio ricorderà il Colosseo, grazie a una «struttura galleggiante» che mescola tradizione e modernità. In più, la particolare anatomia della Sud, staccata dal resto dell’impianto, permetterà di sfruttare lo stadio anche per eventi più piccoli, montando un palco e aprendo solo quello spazio da 14mila posti. Gli spalti vicinissimi al campo poi permetteranno una sorta di “fusione” tra tifosi e giocatori. Anche qui, nella logica dell’anfiteatro. Il costo stimato: 300 milioni di euro, finanziati interamente da privati, così come le spese per le strutture aggiuntive previste, che porteranno l’investimento a un totale complessivo di un miliardo di euro, come ha spiegato il presidente dell’As Roma James Pallotta. A Roma Capitale, che ha condiviso con la società giallorossa la genesi del progetto, spetta il compito di vagliarne la sostenibilità economica e l’impatto sulla città, soprattutto in tema di mobilità e viabilità.
«Non si aprirà il nuovo stadio se prima non saranno completate tutte le opere infrastrutturali», ha garantito il sindaco Ignazio Marino. Il tempo previsto per la verifica è di 90 giorni, quindi tutto passerà alla Regione, che avrà 180 giorni per convocare la conferenza dei servizi e avere così i pareri definitivi. Infine, ha spiegato l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Giovanni Caudo, tutto tornerà al Comune per l’attuazione. «Da gennaio – ha assicurato – potremo rilasciare i permessi per costruire». Ferma restando la verifica degli aspetto che riguardano «l’equilibrio economico» e tutti «i vantaggi che da quest’opera potranno provenire in termini di mobilità urbana», ha continuato Marino. La data più probabile per il primo campionato nel nuovo stadio: la stagione 2017-2018. Ai tifosi, ha promesso l’amministratore delegato della società giallorossa Italo Zanzi, biglietti a «prezzi ragionevoli», con una priorità per gli abbonati, specie se sottoscriveranno tessere pluriennali.
Il plastico della nuova struttura sarà visibile a partire da oggi, giovedì 27 marzo, all’interno dello spazio espositivo della Factory Pelanda, fino al 20 luglio, all’interno della mostra “Roma Ti Amo”. Ad accogliere tifosi e curiosi oggi ci saranno il presidente Pallotta e Paulo Roberto Falcão, storico centrocampista che condusse la Roma al suo secondo scudetto, nella stagione 1982 – 1983, il secondo nella storia della società, divenendo presto per i tifosi “l’ottavo re di Roma”. Il modello si aggiungerà agli oltre 500 pezzi che ripercorrono la storia della squadra capitolina in mostra alla Pelanda, ponendo «la prima pietra del futuro» al centro di un percorso che racconta il presente e il passato del team giallorosso. Protetto da una teca di cristallo, sarà posizionato al centro di un palco dedicato. A fare da sfondo, alcuni video e le più belle immagini dell’impianto. La mostra è aperta dal martedì al venerdì dalle 16 alle 20 e il sabato e domenica dalle 10 alle 22.
27 marzo 2014