Primavera, come accorgersi che il bambino è allergico ai pollini

Occhiaie, congiuntivite, prurito nasale con tanto di “saluto allergico”, respirazione a bocca aperta: i piccoli con rinite allergica si riconsocono anche in fotografia. Basta osservare di Pierluigi Koch*

Quanto più precoce è la diagnosi di allergia nel bambino, tanto più facile la prevenzione primaria e il miglioramento della qualità di vita della famiglia. La rinite allergica colpisce fino al 25% della popolazione mondiale ma il suo peso e le relative conseguenze spesso sono sottovalutati. La malattia viene sottodiagnosticata a discapito del trattamento terapeutico. I sintomi incontrollati che ne conseguono interessano lavoro, casa e vita sociale.

La stima attenta dei costi vuole che non tutti i bambini vengano indirizzati alla valutazione allergologica e, al contempo, che i bambini allergici non sfuggano alla definizione diagnostica precoce. Il bambino con rinite allergica si riconosce anche in fotografia: il suo viso presenta i segni del suo disturbo in maniera più o meno marcata.

Le occhiaie sono un infossamento della palpebra inferiore accompagnato da tonalità più o meno scura o bluastra dei tessuti, cerchi scuri sotto gli occhi spesso dovuti a congestione nasale. E la causa principale di una congestione nasale è l’allergia. In verità, anche infezioni nasali croniche, continui raffreddori o ostruzione localizzate determinano congestione nasale e conseguenti occhiaie. Le occhiaie sono comunemente presenti attorno agli occhi del bambino con rinite allergica. Quelle scure sono un eloquente segnale per tale patologia: più scure o più estese sono le occhiaie, più frequenti i sintomi allergici.

Un altro segno tipico della congiuntivite allergica, la plica di Dennie-Morgan. Può essere presente in tutte le condizioni associate con il prurito e il grattamento delle zone perioculari e/o perinasali. Si tratta di una o più rughe che decorrono parallele alla palpebra inferiore, intervallate da creste.

Il prurito nasale, ancora, determina la necessità di un grattamento tipico: il bambino tende a sfregare il naso con il dorso o con il palmo della mano dal basso verso l’alto, o lateralmente, in modo compulsivo. Questo gesto è detto saluto allergico. È facile sapere se il bambino presenta il suo saluto perché il gesto è assai caratteristico: talvolta i genitori lo interpretano male e cercano di impedirlo, valutandolo come un disturbo comportamentale. Il prurito nasale si accompagna a distorsione del viso, associata a smorfie, o inalazione nasale forzata. Questi comportamenti possono essere osservati nel bambino allergico, ma vengono misconosciuti come manifestazioni poco degne di nota.

Anche la piega trasversale del naso è determinata dal saluto allergico, e denota con pressoché assoluta certezza la presenza di una rinite allergica. È visibile al di sopra del lobulo nasale, quasi al terzo inferiore del naso, e può essere più o meno visibile a seconda della stagione di esposizione e della colorazione della cute. A volte per cercarla è necessario sollevare delicatamente il lobulo.

E così la respirazione a bocca aperta viene interpretata dai genitori come un vizio. Niente di più falso: nessun bambino respira con la bocca aperta se non c’è un’ostruzione nasale importante, per il semplice motivo che è più economico respirare con il naso. Nelle allergie respiratorie croniche questo fenomeno può presentarsi spesso. Talvolta il bambino soffre di acetone: i genitori lamentano che le fauci del loro angioletto emanano esalazioni nauseabonde. Ecco l’alitosi, che può dipendere da respirazione a bocca aperta e dal ristagno di secrezioni nel rinofaringe, base perfetta per impianto di vere e proprie colonie complesse di popolazioni batteriche. Talvolta l’alitosi è pesante, a volte vagamente agliacea, soprattutto mattutina.

Anche la congiuntivite allergica presenta i suoi segni: in tutte le congiuntiviti l’occhio del bambino è arrossato.

In un’epoca di diagnosi così tecnologiche, i segni obiettivi mantengono il loro significato diagnostico. La capacità di osservazione perspicace appartiene a ciascuno di noi, la acuità diagnostica sarà proporzionale alla nostra curiosità. Occhi aperti, quindi, spirito di osservazione e… un’annusatina all’alito restano parte del nostro bagaglio. Chissà se qualcuno di noi, dopo aver letto l’articolo, scoprirà di possedere non solo un occhio, ma anche un apprezzabile “fiuto” clinico.

20 maggio 2014

*Unità Operativa di Allergologia Pediatrica
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS

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