Quando l’arte diventa missione

Claudia Koll spiega il lavoro della Star Rose Academy che proporrà al GP2 «La bottega dell’orefice» di Karol Wojtyla. L’attrice: «Rendere i ragazzi consapevoli che il talento è un dono di Dio» di Lorena Leonardi

«Il New York Times ha scritto che siamo l’accademia del Papa, magari!». Sorride, Claudia Koll, quando parla della Star Rose Academy, «una bella scommessa», la scuola di spettacolo fondata nel 2008 sulla Nomentana dalle Suore Orsoline della Sacra Famiglia. Saranno gli studenti dell’Accademia, che dal 2009 è diretta dall’attrice romana, a mettere in scena al centro giovanile GP2 di vicolo del Grottino, mercoledì 4 alle 20, la pièce teatrale «La bottega dell’orefice», scritta da Karol Wojtyla. La rappresentazione, con la regia della Koll, chiude il ciclo promosso dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile e dalle Acli romane per celebrare Papa Wojtyla puntando sui temi a lui più cari, tra cui il teatro.

«Si tratta di uno spettacolo molto parlato, sull’amore coniugale, che Wojtyla scriveva pensando a come sarebbe stato rappresentato in Polonia, dove gli artisti venivano perseguitati. Per questo non si affida tanto alla scena quanto alla parola». Proprio sulla parola, letta e interpretata, i ragazzi della Star Rose Academy studiano molto: «In accademia spieghiamo il senso della parola. Invitati a imparare tutte le discipline dello spettacolo, quando recitano i nostri studenti non devono dire, ma dare senso a quello che dicono». L’accademia, dedicata a suor Rosa, fondatrice delle Orsoline della Sacra Famiglia, si avvale di uno staff internazionale di artisti: Rita di Lernia (dizione, tra i suoi allievi Monica Bellucci, Neri Marcorè e la stessa Koll) Matelda Viola (musical), Tiziana Rivale (interpretazione nel canto), Rosario Fugà (musica), Alexandre Stepkine (danza classica), Mauro Mosconi (danza moderna), Theodor Rawyler (danza contemporanea), Ugo Bentivegna (storia del teatro e dello spettacolo).

Suor Anna Nobili, ex prima ballerina in tv, è docente di «holy dance», mentre le lezioni di recitazione sono impartite da Claudia Koll. C’è «un’idea», spiega Claudia, dietro l’accademia, non a caso ispirata alla Lettera agli artisti (1999) di Papa Giovanni Paolo II: «Formare l’artista a tutto tondo, per incidere nell’offerta culturale con piena libertà espressiva e responsabilità sociale verso le nuove generazioni. Rispondendo, così, alla sete di amore, bellezza e speranza nel futuro insita nella persona umana». Quella proposta è «un’arte luminosa, che spiega l’uomo all’uomo. Non chiediamo ai ragazzi se sono cattolici, ma invitiamo ogni artista a fare un percorso di consapevolezza, interrogandosi su cosa è l’arte e perché desidera fare questo mestiere», che andrebbe inteso come una «missione, nel corso della quale bisogna anche imparare a dire di no alle cose sbagliate».

Per accedere all’accademia, il cui percorso formativo dura tre anni, è necessario superare i test attitudinali: «Non pretendiamo di incontrare ballerini o attori, ma cerchiamo di capire se possiamo lavorare su una persona oppure no». E, quando la «stoffa» c’è, si fa anche qualche strappo alla regola, ad esempio sul limite di età, fissato dai 18 ai 26 anni. Non è raro, a scuola conclusa, che gli ex alunni continuino a recitare negli spettacoli assieme agli studenti, o che ritornino in accademia nelle vesti di insegnanti, «una pratica tipica degli Usa, ma rara in Italia». Per l’attrice che qualche hanno fa ha intrapreso un cammino di fede che le ha rivoluzionato la vita, è forte «l’urgenza di rendere i ragazzi consapevoli che il talento che hanno è un dono di Dio.

Questo vale per tutti, credenti e non credenti: ogni volta che abbiamo un dono e lo mettiamo al servizio degli altri è come se si moltiplicasse». Sul concetto della condivisione dei doni ha insistito, più di una volta, dal palco del talent show di Raidue «The Voice of Italy», anche suor Cristina Scuccia, ex alunna dell’accademia, vincitrice dello scorso Good News Festival e fenomeno mondiale: «Ha una voce bellissima che si è anche raffinata nel tempo», risponde Claudia ai detrattori della suora. «La qualità di ogni artista – aggiunge – non è solo saper cantare ma saper comunicare il proprio mondo interiore, per questo Cristina viene sempre salvata dal pubblico».

3 giugno 2014

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