Regione: 36 case cantoniere a Comuni e associazioni

Erano patrimonio in perdita, diventeranno spazi per i cittadini di cultura e solidarietà. Il presidente Zingaretti: «Far rivivere gli immobili inutilizzati attraverso i progetti e le idee del territorio» di R. S.

Destinare le case cantoniere, di proprietà della regione, a uso pubblico, sociale e culturale. È l’obiettivo della delibera approvata ieri, martedì 15 luglio, dalla giunta del presidente Nicola Zingaretti. «Sono in tutto 137 gli immobili censiti ex Anas e adesso appartenenti al Demanio regionale – ha dichiarato l’assessore al Bilancio, Demanio e Patrimonio Alessandra Sartore -. La Regione ne concede 36 a canone ricognitorio in prima battuta ai comuni e, in mancanza di proposte congrue, alle associazioni che potranno utilizzarle per le proprie attività sociali e culturali. Restituiamo al territorio solo quelle case cantoniere che sono in buono stato, abbiamo escluso le altre perché si trovano in condizioni di degrado o inagibilità».

«Un provvedimento importante – ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Zingaretti – con il quale vogliamo far rivivere immobili di nostra proprietà, finora inutilizzati o occupati abusivamente, attraverso progetti, idee e stimoli provenienti dal territorio, dimostrando, ancora una volta, la volontà di andare incontro alle esigenze dei Comuni e delle associazioni. Era un patrimonio in perdita, ora diventerà un bene che produrrà cultura, solidarietà e servizi per i cittadini».

Il Comune in cui si trova la casa cantoniera – si legge nel testo della delibera – può presentare dei progetti alla Regione entro sessanta giorni dalla pubblicazione della Dgr sul sito istituzionale della Regione. Decorso tale termine, senza che l’Amministrazione Comunale abbia fatto valere il proprio interesse, la Regione Lazio potrà assegnare gli immobili ad Associazioni senza scopo di lucro, Istituzioni, Fondazioni o altri Enti che presentino un progetto di utilizzo a carattere culturale o sociale.

16 luglio 2014

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