Reni, allarme dialisi. Urge prevenzione

45mila persone in trattamento e 8.800 in lista per un trapianto in tutta Italia. Con costi in crescita per il Servizio sanitario di M. A.

Contribuire a migliorare la prevenzione e fare informazione sulle problematiche fisiche e psicologiche dei pazienti affetti da «nefropatie in terapia conservativa o sostitutiva mediante dialisi o trapianto». Questi i compiti statutari dell’Associazione malati di reni onlus, che in questi giorni, insieme all’Associazione nazionale emodializzati (Aned), alla Società italiana di nefrologia (Sin) e alla Fondazione D’Amico per la ricerca sulle malattie renali, sta facendo opera di sensibilizzazione in occasione della prima «Giornata mondiale del rene» (9 marzo).

«Le malattie renali non attirano l’attenzione del grande pubblico, smuovono pochi soldi e la ricerca è trascurata», denuncia Roberto Costanzi, segretario dell’Amr. Eppure il quadro è tutt’altro che roseo. In Italia ci sono 45mila persone in dialisi (4mila nel Lazio) e 8.800 persone nelle liste di attesa per un trapianto (781 nel Lazio). Nel nostro Paese, inoltre, ogni paziente in dialisi costa al Servizio sanitario nazionale 40mila euro l’anno e le cure ai malati assorbono il 3% della spesa sanitaria nazionale. Una cifra enorme e in crescita, al punto che secondo la Fondazione D’Amico «nessun Paese industrializzato riuscirà a sopportare la crescita esponenziale prevista per i prossimi anni». «Purtroppo le malattie renali sono asintomatiche – dice ancora Costanzi -. Solo quando il rene è compromesso oltre il 50% delle sue funzionalità compaiono i primi sintomi. Semplici screening come la misurazione della pressione arteriosa, l’esame delle urine, il controllo della creatinemia e l’ecografia renale sono importantissimi e potrebbero evitare dialisi e trapianti».

Oggi, domenica 12 marzo, in occasione della Giornata mondiale del rene, il dipartimento di nefrologia del San Camillo rimarrà aperto tutta la mattina per visite gratuite.

12 marzo 2006

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