Gli ambienti del Gruppo T

Una rappresentazione della realtà non più immobile ed evocativa ma, piuttosto, colta nel suo incessante divenire di Francesca Romana Cicero

Il concetto di opera aperta interattiva, determinata da elementi configurabili ed interpretabili in modo diverso dall’osservatore, è documentato nell’esposizione allestita alla Galleria nazionale d’Arte moderna che ripercorre le sperimentazioni dell’ultima avanguardia italiana, il Gruppo T (dove “T” sta per tempo), sviluppatasi tra il 1959 e il 1968.

Tra luci stroboscopiche, pareti in movimento, pavimenti inclinati e specchi deformati, la prospettiva e, conseguentemente, le attese del fruitore sono modificate e modificabili da una rappresentazione della realtà non più immobile ed evocativa, ma piuttosto colta nel suo divenire incessante. Rifiutata l’assolutezza dell’immagine di cui invece è esaltata la relatività, la mutevolezza e la tendenza a «usare il tempo come mezzo plastico assieme allo spazio» accomuna Anceschi, Boriani, Colombo, De Vecchi etc., le cui mostre collettive sono state designate dal termine “Miorama”, alludente alle infinite visioni e singole sperimentazioni di ciascuna opera.

Il percorso espositivo consta di trenta opere e dieci ambienti “immersivi” e “interattivi” legati al comportamento del fruitore. Dalla ricostruzione del “Grande oggetto pneumatico” esposto alla mostra d’esordio del Gruppo, costituito da tubi di plastica trasparenti che si gonfiano e sgonfiano, si passa a “Spazio + linee luce + spettatori”, ambiente strutturato da fasci di luce sensibili al passaggio dell’osservatore, “Ambienti shock luminosi”, dove percorrendo due spazi accostati si ha l’impressione della scomparsa della demarcazione spaziale, alla “Camera distorta abitabile” in cui l’illusione ottica genera l’impressione di trovarsi in un normale spazio rettangolare, e così via.

Si tratta di opere che riflettono una «dialettica di programmazione e caso, logica e variabilità» e che si consegnano al fruitore per riceverne la vita, resa possibile dall’«attivazione». Il piacere estetico che ne deriva è procurato unicamente dalla «visione di organismi in via di completamento indefinito» in cui la conoscenza sperimentale subentra all’immagine e l’estetica del movimento alla forma.

Gli ambienti sono chiusi e “scuri”, pertanto si sconsiglia la visita a chi soffre di claustrofobia.

Gli ambienti del Gruppo T, Galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea, viale Belle Arti 131. Fino al 1° maggio 2006. Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 8.30 alle 19. Chiuso il lunedì. Biglietto (include la visita alla Galleria): intero € 9,00, ridotto € 6,50. Per informazioni: tel. 06. 32298221.

13 marzo 2006

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